PULS-Schul­bauat­las

Ripartire dalle gambe

PULS-Schulbauatlas, un atlante interattivo dedicato agli edifici scolastici e disponibile online, rappresenta uno degli esiti del progetto di collaborazione nato in seno alla ricerca europea PULS+, finanziata a partire dal 2017 da Erasmus+, programma europeo per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.

Publikationsdatum
09-05-2022
Francesca Belloni
Architetto e professore, ricercatrice in Composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano

PULS + Developing learning and space è un progetto di ricerca condotto da un consorzio di 11 partner, con a capo l’Università di Innsbruck e la partecipazione di Austria, Germania, Italia e Svizzera (tutti i paesi interamente o parzialmente di lingua tedesca), che a partire dal 2017 ha sviluppato un programma di istruzione e formazione transdisciplinare, teso a creare una rete di collaborazione tra i settori dell’architettura, dell’istruzione e della gestione amministrativa. PULS+ si pone l’obiettivo di consolidare il rapporto tra pedagogia e architettura, in modo da offrire strumenti appropriati a tutti gli attori coinvolti per pensare e dar forma a spazi per l’apprendimento capaci di partecipare attivamente al processo educativo.

All’interno di questo quadro, PULS­atlas gioca un ruolo fondamentale: atlan­te digitale dell’edilizia scolastica costantemente in costruzione, è stato immaginato come un ambiente virtuale in cui si concretizza la transdisciplarità del progetto. Ogni scuola inclusa nell’atlante non viene infatti presentata solo in termini spaziali, ma ne vengono descritti i principi pedagogici, cercando di mostrare quali siano le reciproche influenze tra gli ambiti, come essi si intreccino e, nei casi migliori, come le relazioni tra le discipline e gli attori possano favorire lo sviluppo di una pratica costantemente rinnovata. I differenti moduli attraverso i quali ogni scuola viene descritta sono consultabili in modi di volta in volta variabili in base dell’utenza, secondo una visione multipla che vorrebbe spingersi al di là della prassi corrente, favorendo la costruzione di un patrimonio comune all’interno del quale conoscenze e competenze specifiche entrino in relazione.

La struttura dell’atlante, che ha visto una lunga fase di gestazione, si sta rivelando adeguata, poiché facilmente implementabile e articolabile in funzione delle differenze tra i diversi casi. Le informazioni sono organizzate per categorie – struttura organizzativa, principi pedagogici, definizione architettonica, dati tecnici e appendici – e rispecchiamo il questionario che ogni istituzione deve compilare per far inserire la propria scuola all’interno dell’atlante. In questo senso far conoscere PULSatlas significa partecipare attivamente alla sua implementazione e quindi favorire la realizzazione sempre più efficace degli obiettivi per cui è stato pensato. I casi attualmente considerati spaziano dagli asili nido alle scuole primarie e secondarie fino al livello dell’istruzione universitaria, con una distribuzione quasi uniforme tra i paesi partecipanti. Per le ragioni sopra menzionate, quali l’interattività, lo scambio attivo e la crescita permanente, nell’atlante vengono compresi anche i casi per così dire non virtuosi, partendo dal presupposto che attraverso i singoli esempi, si possa individuare anche ciò che ostacola gli obiettivi pedagogici o valutare quali strutture spaziali si rivelano meno appropriate. Un punto di vista che riconosce il fondamentale ruolo conoscitivo dell’imperfezione e che procede, attraverso la comparazione, anche per tentativi ed errori.

Il carattere aperto di questo strumento si deve a Ursula Spannberger, architetto di Salisburgo responsabile della concezione, dello sviluppo e della realizzazione del progetto sulla base delle sue esperienze consolidate di mediatrice e come consulente in architettura scolastica. Grazie al metodo SPACE.VALUE (Raumwert) da lei ideato, PULSatlas si sviluppa sulla base di una analisi user oriented, con l’obiettivo di osservare gli spazi costruiti dal punto di vista della sostenibilità sociale, considerando il maggior numero possibile di requisiti da parte degli utenti nel processo di pianificazione e promuovendo l’adattabilità dello spazio a possibili usi futuri.

All’interno del progetto PULS+, un’impostazione di tal genere ha l’obiettivo di mostrare le vie attraverso cui le relazioni tra le singole discipline, gli utenti e le amministrazioni possono, con sempre maggior facilità e ampiezza, insegnare ai pedagogisti a pensare l’educazione anche in termini spaziali e agli architetti a pensare allo spazio anche in termini pedagogici, ricordando, nell’anno del centenario della nascita del maestro Mario Lodi, uno dei suoi preziosi ammonimenti: «Tutti i linguaggi hanno pari dignità: bisogna imparare a usare quelli giusti nei momenti giusti per dire e farsi capire meglio. Bisogna crescere senza perdere né la testa, né le mani, né le gambe».

Approfondimenti
Nello stesso spirito di PULSatlas, dal progetto europeo è anche nata la rivista interdisciplinare online NAB – Notizien zu Architektur und Bildung, diretta da Beate Weyland, professoressa associata di Didattica all’Università di Bolzano, che da più di dieci anni concentra la sua ricerca sul rapporto tra pedagogia e architettura, e da Michael Zinner, architetto e professore all’Università di Linz, con l’obiettivo di promuovere una raccolta aperta di contributi incentrati sulla relazione tra spazio e apprendimento, su cui fare convergere il mondo dell’architettura, dell’educazione, della politica, delle amministrazioni locali, ovvero di tutti i soggetti che cooperano alla realizzazione del progetto scuola sotto diversi punti di vista.

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