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Balerna, concorso con procedura a invito per l’ampliamento della Scuola Media

Publikationsdatum
01-04-2012

L’esito del concorso per le aule speciali della scuola media di Balerna non fu entusiasmante. La giuria si trovò di fronte a un numero limitato di progetti di media qualità, sia sul piano dell’impianto urbanistico che sul piano della distribuzione interna e dei caratteri formali.

Il progetto dell’architetto Celoria fu premiato soprattutto per la chiarezza della situazione: un volume semplice collocato lungo la strada di quartiere a ovest del sedime, con la salvaguardia dello spazio aperto centrale del complesso scolastico, di forma quadrata. Si parlava addirittura di una sorta di rapporto dialettico tra il quadrato vuoto del cortile e il quadrato pieno dell’edificio.

Il problema delle facciate con vocazioni diverse (verso l’interno, verso la strada e verso gli edifici privati laterali) era rinviato all’ulteriore elaborazione del progetto da parte dell’autore. Così terminava il lavoro della giuria.

Oggi abbiamo l’edificio con una struttura fuori dal comune e piuttosto appariscente, per non dire un po’ magniloquente, considerata la semplicità del tema. I materiali ed il disegno dei dettagli sono piuttosto ricercati.

In qualità di membro della giuria posso oggi esprimermi su quella parte di lavoro progettuale che non fu oggetto di esame al momento del giudizio.

Le facciate aperte in modo quasi uniforme su tutti i quattro lati sarebbero state più adatte nel caso di un edificio in mezzo ad un grande parco, con relazioni analoghe in tutte le direzioni. Non si comprende perché il lato verso la corte della scuola e quello verso la modestissima strada di quartiere siano praticamente uguali (salvo, ovviamente, al piano terreno). D’altro lato le facciate con le ambiziose strutture a onda guardano su poveri spazi laterali rivolti uno verso una comune casa d’affitto degli anni ’50 e l’altro verso un bocciodromo coperto.

Altri problemi si pongono all’interno. I tavolati divisori entrano in conflitto, appena le incontrano, con le esigenti strutture a onda delle facciate sicché nascono figure e geometrie casuali, che non vengono risolte dal fatto che i setti divisori sono neri e le facciate bianche. È ben vero che simili contraddizioni si trovano ormai in molte architetture dei nostri giorni e sono anche apprezzate. Si direbbe che molti architetti infrangono (non so se di proposito o per distrazione) alcune regole grammaticali del passato storico e della modernità, che, se non portavano al capolavoro, garantivano comunque un’apprezzabile e duratura pertinenza dei rapporti tra edificio e tessuto circostante e delle relazioni tra strutture, spazi interni, disegno delle facciate e geometria in generale.

Ne consegue tra l’altro che taluni problemi importanti come il governo con mezzi semplici della luce naturale, dell’insolazione, nonché delle condizioni acustiche lasciano qualche volta a desiderare. A Balerna le aule «rimbombano» e la luce naturale, considerata con relativa indifferenza rispetto ai punti cardinali, è quella che è.

Prego naturalmente le lettrici e i lettori di queste righe di tener conto del fatto che se sono state scritte da un vecchio grammatico, fortemente incline al pratico, da sempre scettico rispetto all’architettura tradotta in ideologia dell’architettura e in puro disegno.
Riuscire a fare, sia pur modesti capolavori, rispettando le regole della grammatica è un’arte difficile. Qualche buon avvertimento e qualche utile esercizio in tal senso potrebbe essere dato nelle scuole dove si formano gli architetti. Ma non si usa più.

 

Tita Carloni è membro della giuria del concorso.

 

Committente Municipio di Balerna
Architetti Celoria Architects; Balerna
Collaboratori L. Battistessa, S. Mengani, C. Szekely
Ingegnere edile Chiesa & Partners sa; Chiasso
Specialisti
Fisico della costruzione: ifec sa Consulenze; Rivera
Ingegnere sanitario e riscaldamento: vrt sa; Taverne
Ingegnere elettrico: Progelec sagl; Chiasso
Studio tecnico: Esoprogetti sagl; Lugano
Fotografo Igor Ponti; Lugano
Date concorso: 2004, realizzazione: 2009-2010

 

Articolo apparso in Archi 2/2012, L'architettura dei concorsi.

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