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Ri­pen­sa­re l’in­ge­gne­ria ci­vi­le | Re­thin­king Ci­vil En­gi­nee­ring

espazium quaderni 2026 1

CHF 26.00
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12-01-2026
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Ripensare l’ingegneria civile, numero che inaugura la nuova stagione di espazium quaderni, accompagna il lettore verso una riflessione sulla costruzione osservata dal punto di vista dell’ingegneria. La sostenibilità, all’interno del progetto architettonico, ha infatti cessato negli ultimi anni di essere un tema accessorio o marginale, assumendo un ruolo strutturale e trasformativo. Questo cambiamento ha inciso profondamente sul contesto svizzero, oggi sempre più aperto alla sperimentazione progettuale e alla definizione di nuovi modelli di sostenibilità, nei quali la struttura non è più intesa come un semplice apparato tecnico al servizio dell’edificio, ma come un sistema integrato, capace di tenere insieme dimensioni tecniche, ambientali e sociali.

Curato da Valeria Gozzi e Claudio Martani, il numero mette al centro il tema del “peso” della costruzione come strumento critico per leggere la pratica contemporanea: «La ricerca più recente mostra come la sostenibilità strutturale non possa più essere ridotta a un esercizio di efficienza o a una valutazione energetica post-progetto. Essa rappresenta oggi un vero e proprio paradigma operativo, fondato su un pensiero sistemico e interdisciplinare. La logica del life cycle thinking entra stabilmente nel processo ingegneristico, ridefinendo i concetti di durabilità, adattabilità e reversibilità. Le strutture non sono più concepite come entità statiche destinate a rimanere invariate, ma come organismi tecnici capaci di evolvere, trasformarsi e integrarsi nel tempo con il loro contesto».

Come sottolineano i direttori Andrea Nardi e Stefano Milan, «il “peso” della costruzione diventa perciò una lente per osservare la professione oggi, un invito a tenere insieme tecnica, spazio e responsabilità», riaffermando il ruolo della costruzione come luogo di sintesi tra sapere ingegneristico, progetto architettonico e consapevolezza etica.

Il numero si articola in una serie di saggi che, da prospettive differenti, contribuiscono a costruire un discorso critico articolato sul tema. Una prima direttrice indaga il rapporto tra materiale e territorio, ponendo l’attenzione sull’impiego crescente di risorse locali e di materiali rigenerativi. Una seconda direttrice affronta il tema della sostenibilità attraverso l’applicazione dei principi del design for assembly e dell’adaptive reuse, confermando l’ipotesi secondo cui la sostenibilità strutturale non costituisce un’estensione di quella architettonica, ma ne rappresenta piuttosto la base materiale e metodologica. La terza direttrice, di ordine infrastrutturale e gestionale, si concentra infine su interventi puntuali sull’esistente, che — come sottolineano i curatori — significano «affrontare la sostenibilità nel suo livello più profondo: quello della gestione delle risorse già incorporate».

In questo scenario, il numero si propone come uno strumento in grado di interrogare criticamente il ruolo della costruzione nel progetto contemporaneo e di restituire alla dimensione strutturale il suo valore culturale, oltre che tecnico.

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Rethinking Civil Engineering, the issue that inaugurates the new season of espazium quaderni, invites readers to reflect on construction as seen through the lens of engineering. In recent years, sustainability within architectural design has ceased to be an ancillary or marginal concern, instead assuming a structural and transformative role. This shift has profoundly affected the Swiss context, which is increasingly open to design experimentation and to the development of new models of sustainability, in which structure is no longer conceived as a mere technical apparatus serving the building, but rather as an integrated system capable of bringing together technical, environmental, and social dimensions.

Edited by Valeria Gozzi and Claudio Martani, the issue places the “weight” of construction at the center as a critical tool for interpreting contemporary practice: “Recent research shows that structural sustainability can no longer be reduced to an exercise in efficiency or to a post-design energy assessment. Today it represents a genuine operational paradigm, grounded in systemic and interdisciplinary thinking. The logic of life cycle thinking has become firmly embedded in the engineering process, redefining the concepts of durability, adaptability, and reversibility. Structures are no longer conceived as static entities destined to remain unchanged, but as technical organisms capable of evolving, transforming, and integrating over time with their context.”

As emphasized by the editors-in-chief Andrea Nardi and Stefano Milan, “the ‘weight’ of construction thus becomes a lens through which to observe the profession today, an invitation to hold together technique, space, and responsibility,” reaffirming the role of construction as a site of synthesis between engineering knowledge, architectural design, and ethical awareness.

The issue is structured around a series of essays that, from different perspectives, contribute to the development of a multifaceted critical discourse on the topic. A first line of inquiry explores the relationship between material and territory, focusing on the growing use of local resources and regenerative materials. A second line addresses sustainability through the application of design for assembly and adaptive reuse principles, confirming the hypothesis that structural sustainability does not constitute an extension of architectural sustainability, but rather its material and methodological foundation. A third line, of an infrastructural and managerial nature, focuses on targeted interventions within the existing built environment, which, as noted by the editors, mean “addressing sustainability at its deepest level: that of managing already embodied resources.”

Within this framework, the issue positions itself as a tool for critically interrogating the role of construction in contemporary design practice and for restoring to the structural dimension its cultural value, in addition to its technical one.

In questo numero | In this edition:

  • editoriale | Editorial Pondero, ergo sum – Stefano Milan, Andrea Nardi
  • Strutture A impatto misurabile | Structures with Measurable Impact – Valeria Gozzi, Claudio Martani
  • Circolarità e future-ready design | Circularity in future-ready design – Claudio Martani, Catherine De Wolf
  • Dove siamo e dove stiamo andando? | Where are we and where are we going? – Olin Bartlome, Sarah Kristin Schalles
  • Paradigmi di progettazione sostenibile | Sustainable design paradigms – Valeria Gozzi
  • Prospettive sulla transizione infrastrutturale | Perspectives on infrastructure transition
    Una conversazione con | In conversation with Alberto Cerri, Leonardo Garaguso, Valentina Kumpusch, Diego Rodoni a cura di | edited by Valeria Gozzi, Claudio Martani
  • Formula a basso impatto ambientale | Low environmental impact formula – Elodie Simon, Julien Pathé, Elodie Vautrin
  • RRR: riflettere, riflettere e ancora riflettere | RRR: reflect, reflect, and reflect again – Roberto Guidotti
  • L’atlante dei materiali rigenerativi | The Atlas of Regenerative Materials – Guillaume Habert, Shoshana Huber, Alia Bengana
  • nuar, Versioni possibili del sostenibile | nuar, Possible versions of sustainability – Camilla Sofia Morelli
  • EUREKA a cura di Graziella Zannone Milan testo di Eugenio Lux