Windows of Opportunities
Il futuro passa da una finestra usata
In Svizzera il vetro delle finestre è tra i rifiuti più inquinanti e meno riciclati. Windows of Opportunities trasforma un materiale destinato allo scarto in una risorsa circolare, aprendo nuove possibilità per l’edilizia del futuro.
In Svizzera più dell’84% dei rifiuti prodotti ogni anno proviene dal settore delle costruzioni. Dietro le immagini di cantieri efficienti e città in trasformazione si nasconde un flusso costante di materiali che scompaiono troppo presto, dissolvendosi nel ciclo breve dell’edilizia contemporanea. Tra questi, il vetro piano — quello delle finestre — è tra i più problematici. Con circa 118 kg di CO₂ per metro quadrato (secondo la tabella della Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici KBOB, Dati dell’ecobilancio nel settore della costruzione), la produzione di una finestra triplo vetro emette quasi tre volte quanto un elemento in calcestruzzo. Eppure, meno del 20% delle 500’000 tonnellate di vetro piano scartate ogni anno in Svizzera viene realmente riciclato.
Questo paradosso è il punto di partenza di Windows of Opportunities (WoO), progetto sviluppato alla Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) da Michelle Schneider, architetta e ricercatrice all’Institut Konstruktives Entwerfen (IKE). Il progetto, che mira a diventare una start-up specializzata nel riuso e riciclo del vetro piano, affronta in modo sistemico l’intero ciclo di vita dell’elemento finestra. Dalla sua tesi di master alla ZHAW del 2023, incentrata sul riuso dei serramenti dismessi, alla ricerca attuale dedicata al riciclo delle lastre di vetro, Schneider ha analizzato ogni fase del processo di smontaggio e reimpiego, valutando le soluzioni più efficaci e sostenibili per ridurre le emissioni di CO₂ lungo la filiera edilizia.
Dal vetro come rifiuto al vetro come risorsa
Negli ultimi cinquant’anni, le innovazioni tecnologiche hanno migliorato in modo impressionante le prestazioni termiche dei serramenti: dal valore di trasmittanza (U) di 6 W/m²K degli anni Cinquanta agli 0.6 W/m²K delle moderne finestre triplo vetro. Ma questa efficienza in uso nasconde un costo ambientale elevatissimo nella produzione. Ogni finestra ad alte prestazioni richiede processi energivori e materiali difficili da separare.
WoO propone un cambio di prospettiva: prima di sostituire una finestra, ci si deve chiedere se sia davvero necessario farlo. Se la sostituzione è inevitabile, bisogna cercare di riutilizzarla interamente; se ciò non è possibile, vanno reimpiegati almeno l’anta o il vetro; e, come ultima opzione, riciclare la finestra affinché i suoi materiali possano essere reimpiegati per produrne di nuove.
Un patrimonio standardizzato e un inventario urbano del riuso
Il progetto parte da un’intuizione storica: Ernst Göhner, imprenditore che
tra il 1920 e il 1960 standardizzò la produzione di finestre con il «Normfenster-
Katalog». Quella razionalizzazione industriale diventa oggi un alleato della circolarità. Schneider ha misurato oltre 3900 finestre in otto demolizioni a Zurigo, scoprendo che molte hanno dimensioni standard, come il formato 1.20 × 1.20 m. Sebbene i serramenti non siano piu quelli originali, il formato è ancora molto diffuso. Ciò significa che la standardizzazione del passato può supportare una logistica del riuso, trasformando il patrimonio moderno in un inventario urbano di risorse.
Questi dati raccolti sono stati incrociati e confrontati con quelli di RE-WIN, un’associazione che raccoglie finestre dismesse in Svizzera per inviarle in Ucraina. Anche in questo caso, su oltre 1000 finestre analizzate, una parte significativa presenta effettivamente le dimensioni standardizzate dei modelli sviluppati tra gli anni Venti e Quaranta, confermando il potenziale di riuso di questi elementi all’interno di una logistica strutturata.
Classificare per riutilizzare
Uno dei principali ostacoli al riuso è la mancanza di informazioni tecniche. Per affrontare questo problema, Schneider ha sviluppato, in collaborazione con RE-WIN, un sistema di classificazione ispirato alla Scheda informativa finestre. La finestra nel calcolo energetico di Gebäudehülle Schweiz. Le finestre sono classificate in base all’anno di produzione (prima del 1980, prima del 1990, dopo il 1990, dopo il 2010), al numero di vetri, al materiale del telaio e all’eventuale presenza di rivestimenti. Il coefficiente di trasmittanza del vetro Ug può così essere stimato con buona precisione a partire da questi parametri. Il sistema è già stato adottato da diverse piattaforme per lo scambio di componenti in Svizzera, contribuendo alla creazione di un standard comune per il riuso dei serramenti.
Il progetto pilota per il riciclo del vetro piano
Nel 2025, Windows of Opportunities, con Glas Trösch Group, SWICA, Birchmeier Gruppe e il supporto dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ha avviato a Winterthur un progetto pilota sul riciclo del vetro piano. L’obiettivo è chiudere il ciclo delle finestre, dimostrando che il riciclo del vetro è tecnicamente e logisticamente possibile in Svizzera.
In un edificio destinato alla demolizione, 375 ante di finestra sono state smontate e separate per materiale prima della demolizione. Normalmente, solo il 18% del vetro piano viene declassato nel riciclo come vetro da bottiglia, mentre la maggior parte viene incenerita o trasformata in vetro opaco. Nell’ambito del progetto pilota, invece, le ante sono state smontate con cura, stoccate verticalmente in appositi container, quindi il telaio è stato separato manualmente dal vetro affinché entrambi i materiali potessero essere frantumati e successivamente riciclati: da un lato per produrre nuovo vetro piano, e dall’altro per realizzare nuovi telai in PVC. Sebbene il riciclo del PVC sia già ben sviluppato in Svizzera, si tratta di un’esperienza pionieristica per il riciclo del vetro piano: è infatti la prima volta che un vetro viene reintrodotto nel processo post-consumo di produzione di vetro piano.
Lo smontaggio come pratica progettuale
Il riuso e il riciclo iniziano con il modo in cui un edificio viene smontato. In un test condotto con Wiederverwerkle, azienda specializzata in demolizioni selettive, Schneider ha mostrato la difficoltà di estrarre le finestre senza danni: colle e schiume rendono spesso più realistico il riuso parziale, ad esempio mantenendo il telaio in situ e riutilizzando solo l’anta. Ciò evidenzia la necessità di nuove competenze di cantiere e di una gestione logistica attenta. La demolizione si trasforma così in un «cantiere di estrazione», dove il valore si misura negli elementi salvati, non nei rifiuti prodotti.
Tra le istituzioni svizzere attive sul tema si distingue anche il progetto FenSanReuse della Fachhochschule Nordwestschweiz (FHNW), sviluppato con Zirkular GmbH e finanziato dall’Ufficio federale dell’energia (UFE). Lo studio ha analizzato le possibilità di riqualificazione e riuso dei serramenti, proponendo linee guida e un material passport per la tracciabilità. Mentre FenSanReuse fornisce strumenti tecnico-scientifici in-situ, Windows of Opportunities amplia la visione in chiave architettonica e sistemica, collegando riuso e riciclo in un’unica «infrastruttura» circolare.
Oltre la tecnica: una nuova estetica del riuso
Riutilizzare non è solo una pratica tecnica, ma un gesto culturale. Come nel bricolage di Claude Lévi-Strauss, si tratta di «fare con ciò che si ha», ricomponendo materiali esistenti in nuove configurazioni. Progetti come gli Upcycle Studios di Lendager Group a Copenaghen, costruiti con un mosaico di vecchie finestre e capaci di ridurre del 96 % le emissioni di CO₂, mostrano come questa estetica del frammento possa diventare un atto politico: rendere visibile la complessità del ciclo materiale. In questo senso, Windows of Opportunities lavora su una doppia scala — tecnica e simbolica — in cui ogni finestra riusata o rifusa rappresenta un varco aperto nella narrazione lineare del progetto moderno.
Dal progetto pilota a un ecosistema circolare nazionale
Il sito windowsofopportunities.ch raccoglie e visualizza i risultati del progetto in forma di mappe, prototipi e schede tecniche. L’ambizione è costruire un’infrastruttura nazionale del riuso e del riciclo, una rete che collega demolizioni, magazzini e nuovi progetti, coordinata da strumenti digitali condivisi. Perché il sistema funzioni davvero, è necessario che riciclo e riuso siano coordinati. Il modo in cui le finestre sono state raccolte nel progetto pilota di riciclo del vetro piano segue infatti lo stesso principio adottato per quelle destinate al riuso: i battenti vengono prelevati interi, senza rotture. Queste finestre dovrebbero poi confluire in punti di raccolta centralizzati, dove personale qualificato, con competenze specifiche nel settore dei serramenti, possa selezionare ciò che può essere riutilizzato e ciò che, invece, è destinato al riciclo. Sono inoltre necessarie misure di incentivazione economica per tutti gli attori coinvolti, al fine di rendere questo processo sostenibile e integrato nel tempo. Le istituzioni pubbliche — cooperative e comuni — possono svolgere un ruolo decisivo nel trasformare queste pratiche sperimentali in politiche urbane strutturate.
Windows of Opportunities non è solo un progetto tecnico, ma un manifesto per una nuova economia del costruire, dove ogni elemento salvato o rifuso rappresenta una riduzione di CO₂ e un frammento di memoria urbana. In un tempo di emergenze climatiche e di sprechi silenziosi, riutilizzare o riciclare una finestra significa aprirne un’altra: questa volta sul potenziale creativo e collettivo della circolarità.
Un projet pilote vise à recycler le verre des fenêtres usagées / 19h30 / 2 min. / le 31 juillet 2025