Spa­zio pub­bli­co, Ar­chi­tet­tu­ra e Cit­tà

Pomeriggio dedicato al tema dello spazio pubblico, il prossimo venerdì 19 novembre 2021 dalle ore 15.30 alle 17.30, al Teatro Comunale di San Teodoro di Cantù, organizzato dall'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como, in occasione del IX Festival del Legno - Cantù Città del Mobile.

Data di pubblicazione
17-11-2021

15.30
Saluti istituzionali (Ordine Architetti PPC della Provincia di Como)

15.45
Mercedes Daguerre | Costruire luoghi nella città diffusa |
Matteo Moscatelli | Ripensare lo spazio pubblico |
Fulvio Irace | La piazza necessaria |
Graziella Zannone Milan | Progetti recenti nel Canton Ticino |

17.30
Dibattito e conclusioni

Grazie al compimento di alcune trasformazioni urbane di questi anni, il confronto sul ruolo e sul significato dello spazio pubblico è tornato al centro del dibattito contemporaneo. Come facilmente si può rilevare, tuttavia, non sempre gli esiti di questi processi hanno offerto risposte adeguate alla domanda di un luogo di incontro per il vivere quotidiano e, allo stesso tempo, di un’interfaccia flessibile per l’avvicendarsi delle molteplici attività in cui si manifestano le interazioni sociali.

La fase che oggi si apre richiede uno sforzo più condiviso per riportare la qualità della vita pubblica al centro delle politiche urbane, contrastando quell’impoverimento per riduzione in cui il progetto del vuoto sembra esaurirsi nel semplice cambio di pavimentazione, nell’addizione di arredi scelti frettolosamente da un catalogo, nel solo aggiornamento impiantistico e delle dotazioni immateriali appartenente a quel modello di città (iper)connessa che pretende di sostituire – invece che integrare – la città fisica intesa come dispositivo della socialità e delle relazioni.

Ricalcando i risultati di una ricerca recentemente pubblicata dalla rivista “Archi”, l’incontro intende far luce su queste trasformazioni attraverso una serie di riflessioni complementari: l’evoluzione del significato dello spazio pubblico nella storia, la rinnovata percezione della sua importanza in seguito alla emergenza pandemica che abbiamo vissuto in questi mesi, l’analisi di un repertorio di recenti interventi nel Canton Ticino che dimostra come la qualità risieda non tanto nell’estensione dell’intervento, ma nella cura del dettaglio e nell’attenzione alle esigenze del quotidiano che, in un’azione progettuale realmente responsabile e lungimirante, dovrebbero essere sempre poste come obiettivo prioritario.

Ne parleranno Mercedes Daguerre (Direttrice di “Archi”) e gli autori del numero della rivista “Archi” dedicata ai “Luoghi collettivi nella città contemporanea”: Matteo Moscatelli (Docente di Architectural Design al Politecnico di Milano), Fulvio Irace (Professore Emerito del Politecnico di Milano) e Graziella Zannone Milan (Redattrice di “Archi”).

La partecipazione all’incontro è gratuita. Solo per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, iscrizione obbligatoria tramite la piattaforma im@ateria per il riconoscimento dei crediti formativi.

Sono previsti n. 2 CFP per gli aventi diritto, ai sensi delle vigenti linee guida. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria tramite la piattaforma im@ateria

CV RELATORI

MERCEDES DAGUERRE

Mercedes Daguerre si laurea in architettura in Argentina nel 1981 (FAU/ UNLP). Frequenta successivamente l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), specializzandosi in storia dell’architettura moderna e contemporanea (1981-1986). Ha svolto attività didattica e di ricerca in diverse università europee e americane. Tra le sue numerose pubblicazioni: Mario Botta Architect (CD-Rom, Lugano 1994); Guida all'architettura del Novecento. Svizzera (Milano 1995); Architetture nel territorio. Canton Ticino 1970-2000 (con G. Zannone Milan, Mendrisio 2001); 20 Architetti per venti case (Milano 2002); Eladio Dieste 1917– 2000 (con G. Silvestri e M. Chiorino, Milano 2003); Case Latino Americane (Milano 2006); AA.VV., 10x10-3 (Phaidon, London–New York 2009); Ville in Svizzera (Milano 2010); AA.VV., Tafuri en Argentina (ediciones ARQ, Santiago de Chile 2019). È stata membro del comitato di redazione della rivista Casabella (2000-2013) e dal maggio del 2017 dirige la rivista Archi.

FULVIO IRACE

Professore emerito del Politecnico di Milano, Fulvio Irace è stato responsabile del settore Architettura e Territori della Triennale di Milano, dal 2005 al 2009 curando le mostre “Le case della Triennale” (2005), “Medaglia d’Oro”, “Good News”, “Zero gravity. Franco Albini” (2006), “Le città visibili: Renzo Piano BW” (2007); “Casa per Tutti” (2008); “Medaglia d’Oro” (2009) e nel 2013 “Made in Slums”. Invitato alla XIII Edizione della Biennale di Architettura di Venezia (2012), ha partecipato con la mostra “Facecity”.

È stato tra i fondatori dell’associazione nazionale AAI (Archivi di Architettura Italia), per cui ha diretto fino al 2007 il bollettino di studi e ricerche.

In qualità di esperto di catalogazione e conservazione dei disegni d’architettura, è stato tra i fondatori della sezione “Architettura e Design” del CASVA (Centro Alti Studi e Valorizzazione delle Arti) del Comune di Milano, per cui ha curato numerosi cataloghi di archivi di architettura.

Nel board of trustees della Fondazione Renzo Piano (Genova) ha sostenuto l’avvio e il potenziamento dell’Archivio come struttura integrata del RPBW.

Redattore per l’architettura delle riviste “Domus” (1980-86) e “Abitare” (1987- 2007), ha collaborato alle principali riviste di settore (“A+U”, “Architectural Review”, “Casabella”, “Lotus”, “Ottagono”, “Op.Cit.”, ecc.) ricevendo nel 2005 il premio Inarch Bruno Zevi alla critica d’architettura. Attualmente è opinionista d’architettura per il supplemento domenicale de “Il Sole 24 Ore”.

Attento soprattutto alle problematiche storiografiche dell'architettura italiana tra le due guerre ha dedicato allo studio di tali temi l'impegno di alcune mostre ("La Metafisica: gli Anni Venti”, 1980; "Gli AnniTrenta", 1982; "Architetture del Novecento", 1988; "Carlo Mollino", 1989; "Gigiotti Zanini", 1992; "L'architetto del Lago", 1993) e di libri, tra cui: “Aldo Andreani”; “Gio Ponti: la casa all'italiana”; “Carlo Mollino”; “Giovanni Muzio”; “Milano Moderna”, etc.

MATTEO MOSCATELLI

Matteo Moscatelli si è laureato in architettura nel 2002 e ha conseguito un dottorato di ricerca in “Architettura, Urbanistica, Conservazione dei luoghi dell’abitare e del paesaggio” nel 2008 presso il Politecnico di Milano.

Ha pubblicato Architecture in Shanghai. History, Culture and Identity (Franco Angeli, Milano 2019, come curatore), Gli strumenti di controllo del progetto contemporaneo (Maggioli, Milano 2019), L’edificio alto residenziale nell’architettura europea (Araba Fenice, Boves 2017), e articoli e saggi sulle riviste Archi, Area, Arketipo, Casabella, Il disegno di architettura, L’industria delle costruzioni e TECHNE.

Con il suo studio si occupa di progettazione architettonica e disegno urbano, e ha ricevuto premi e riconoscimenti per progetti di riqualificazione dello spazio pubblico a Lissone (1° premio, 2019, attualmente in costruzione), Marciana Marina (3° premio, 2017), Marina di Pisa (3° premio, 2015), Cerete (1° premio, 2006), Berbenno (3°premio, 2004), e di edilizia residenziale a Mozzate (1° premio ex-aequo, 2004).

Svolge dal 2009 attività didattica al Politecnico di Milano e allo Spring Semester della University of Southern California, ha partecipato a workshop internazionali in Cina (Pechino 2005, Shanghai 2017), Australia (Adelaide 2016), Egitto (Luxor 2009), Francia (Lione 2007) e Colombia (Tunja 2007), ed è stato responsabile organizzativo della Lake Como Summer School 2019 (Politecnico di Milano, TU Wien, ENSAL Lione).

Come assegnista di ricerca ha indagato alcune forme di flessibilità nel progetto residenziale (Il progetto della residenza temporanea. Sperimentazione tipologica e costruttiva in un’ottica di complessiva sostenibilità, DPA, Politecnico di Milano, 2011) e studiato le politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio storico a Shanghai (Urban policies and preservation for architectural heritage in Shanghai, Cattedra Unesco del Polo di Mantova e Tongji University Shanghai, 2018).

GRAZIELLA ZANNONE MILAN

Graziella Zannone Milan, ha studiato alla Scuola Tecnica Superiore di Lugano, all'Istituto Universitario di architettura di Venezia e all’Ecole doctorale del Politecnico di Losanna. Ha svolto ricerche sugli architetti ticinesi del XIX e XX secolo, pubblicando una guida multimediale e curando la mostra itinerante Architetture ticinesi nel mondo. Dal 2003 ha iniziato la sua collaborazione con l’Accademia di architettura di Mendrisio dove è stata responsabile della ricerca e coordinatrice di diversi progetti; ha collaborato alla cattedra di storia dell’architettura contemporanea con i professori Jacques Gubler, Stanislaus von Moos e Fulvio Irace; per il biennio 2012-2014 è stata docente al Master, con Jean-Lucien Gay e Dong Joon Lee, al corso di Ricostruzione Virtuale e produzione digitale. È stata parte del team che ha avviato l'attività del Teatro dell'architettura di Mendrisio, strumento a favore del dibattito culturale, fortemente promosso da Mario Botta, che si trova all’interno del Campus universitario dell’Accademia di architettura di Mendrisio. Nel 2018 ha intrapreso una post formazione CAS all'Institut d’histoire de l’art et de muséologie de l'Université de Neuchâtel dal titolo: Promouvoir une institution culturelle. È redattrice della rivista “archi” fin dalla sua fondazione nel 1998, cura numeri sia storici che monografici o tematici. È autrice e curatrice di diverse pubblicazioni monografiche e collettive per diversi editori.

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