Pros­si­ma­men­te in espa­zium qua­der­ni 1 I 2026

Data di pubblicazione
08-01-2026

Ripensare l’ingegneria civile I Rethinking Civil Engineering, numero che inaugura la nuova stagione di espazium quaderni, accompagna il lettore verso una riflessione sulla costruzione osservata dal punto di vista dell’ingegneria. La sostenibilità, all’interno del progetto architettonico, ha infatti cessato negli ultimi anni di essere un tema accessorio o marginale, assumendo un ruolo strutturale e trasformativo. Questo cambiamento ha inciso profondamente sul contesto svizzero, oggi sempre più aperto alla sperimentazione progettuale e alla definizione di nuovi modelli di sostenibilità, nei quali la struttura non è più intesa come un semplice apparato tecnico al servizio dell’edificio, ma come un sistema integrato, capace di tenere insieme dimensioni tecniche, ambientali e sociali.

Curato da Valeria Gozzi e Claudio Martani, il numero mette al centro il tema del “peso” della costruzione come strumento critico per leggere la pratica contemporanea: «La ricerca più recente mostra come la sostenibilità strutturale non possa più essere ridotta a un esercizio di efficienza o a una valutazione energetica post-progetto. Essa rappresenta oggi un vero e proprio paradigma operativo, fondato su un pensiero sistemico e interdisciplinare. La logica del life cycle thinking entra stabilmente nel processo ingegneristico, ridefinendo i concetti di durabilità, adattabilità e reversibilità. Le strutture non sono più concepite come entità statiche destinate a rimanere invariate, ma come organismi tecnici capaci di evolvere, trasformarsi e integrarsi nel tempo con il loro contesto».

Come sottolineano i direttori Andrea Nardi e Stefano Milan, «il “peso” della costruzione diventa perciò una lente per osservare la professione oggi, un invito a tenere insieme tecnica, spazio e responsabilità», riaffermando il ruolo della costruzione come luogo di sintesi tra sapere ingegneristico, progetto architettonico e consapevolezza etica.

Il numero si articola in una serie di saggi che, da prospettive differenti, contribuiscono a costruire un discorso critico articolato sul tema. Una prima direttrice indaga il rapporto tra materiale e territorio, ponendo l’attenzione sull’impiego crescente di risorse locali e di materiali rigenerativi. Una seconda direttrice affronta il tema della sostenibilità attraverso l’applicazione dei principi del design for assembly e dell’adaptive reuse, confermando l’ipotesi secondo cui la sostenibilità strutturale non costituisce un’estensione di quella architettonica, ma ne rappresenta piuttosto la base materiale e metodologica. La terza direttrice, di ordine infrastrutturale e gestionale, si concentra infine su interventi puntuali sull’esistente, che — come sottolineano i curatori — significano «affrontare la sostenibilità nel suo livello più profondo: quello della gestione delle risorse già incorporate».

In questo scenario, il numero si propone come uno strumento in grado di interrogare criticamente il ruolo della costruzione nel progetto contemporaneo e di restituire alla dimensione strutturale il suo valore culturale, oltre che tecnico.