Open House Ticino: oltre duemila visitatori tra architetture e paesaggi costruiti
Si è conclusa con oltre duemila visitatori la prima edizione di Open House Ticino, che il 4 e 5 ottobre ha aperto al pubblico più di sessanta architetture in tutto il Cantone, confermando il forte interesse per il patrimonio costruito e l’architettura contemporanea.
Si è conclusa il 5 ottobre la prima edizione di Open House Ticino, l’evento inaugurato sabato 4 ottobre che ha aperto al pubblico le porte a oltre sessanta architetture d’autore, - dalle grandi icone ai luoghi quotidiani - offrendo l’occasione unica di scoprirle dal vivo insieme ai progettisti o a storici dell’architettura.
Gratuita, libera e aperta alla comunità, di settore e non, Open House Ticino ha segnato la quarta tappa svizzera della manifestazione annuale, dopo le città di Zurigo, Basilea e Berna, registrando un’ottima risposta da parte del pubblico.
All’indomani dell’intenso lavoro dei curatori Ludovica Molo (Istituto Internazionale di Architettura), Nicola Regusci (Cities Connection Project) e Simona Zampa (FAI Swiss), affiancati dal prezioso contributo del numeroso team di volontari presenti in ogni sito e dai progettisti disponibili ad accompagnare i visitatori nelle architetture selezionate, la partecipazione si è rivelata estremamente positiva. L’iniziativa ha infatti confermato come gli eventi di promozione attiva del patrimonio architettonico locale sul piano cantonale incontrino una crescente attenzione e adesione da parte del pubblico.
“Che ci fosse interesse per Open House Ticino abbiamo iniziato a capirlo quando le visite su iscrizione sono andate esaurite in poco tempo. Nel corso dei due giorni dell’evento abbiamo poi notato una ottima affluenza anche per gli edifici che non richiedevano un’iscrizione. Questo risultato però va ben oltre le nostre aspettative e ci da un grandissimo incoraggiamento per il futuro e per le prossime edizioni che verranno” hanno dichiarato i curatori Molo, Regusci e Zampa al termine dell’evento.
Oltre duemila persone hanno infatti aderito all’iniziativa, un risultato che testimonia l’ampio interesse suscitato ben oltre i confini cantonali. Non solo ticinesi, ma anche visitatori provenienti da altre regioni della Svizzera e dall’estero, non solo architetti ma anche appassionati, famiglie e giovani hanno preso parte agli itinerari d’architettura, che hanno coinvolto più di sessanta edifici aperti al pubblico per un totale di oltre novanta visite guidate, condotte dagli stessi progettisti o da guide d’eccezione, tra cui lo storico dell’architettura Nicola Navone.
Tra le mete con il maggiore afflusso di visitatori sono state registrate Villa Saroli, sede operativa dell’evento e centro informativo sulle architetture aperte, l’atelier Stocker Lee a Rancate, che ha contato circa un centinaio di visitatori, la Casa Torre d’angolo a Mendrisio di Otto Krausbeck, sede della Fondazione Paolo Torriani per minorenni completata nel 2017, o ancora la Biblioteca Salita ai Frati costituita a partire dal XVI secolo, nella quale è stato possibile visitare l’intervento dell’architetto Mario Botta, rimasta aperta per più tempo a causa dell’importante affluenza di visitatori.
Il successo di questa prima edizione conferma dunque la capacità di Open House di avvicinare un pubblico ampio e diversificato all’architettura contemporanea e alla densità di patrimonio costruito del territorio ticinese, valorizzandone la dimensione culturale e promuovendo un legame collettivo verso i siti selezionati. Il risultato pone solide basi per le edizioni future, con l’auspicio di ampliare ulteriormente il dialogo tra cittadini, professionisti e istituzioni nel segno di una sempre maggiore condivisione e consapevolezza dello spazio abitato.