Il benessere come criterio guida
SNBS e la dimensione sociale del progetto
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In Svizzera, il dibattito sulla sostenibilità nel costruito si è concentrato per lungo tempo sugli aspetti energetici. Prestazioni dell’involucro, efficienza impiantistica e riduzione delle emissioni nella fase d’esercizio hanno rappresentato la colonna portante di politiche e incentivi. Oggi, tuttavia, il settore della progettazione si confronta con un’ulteriore sfida: raggiungere una qualità sostenibile complessiva, capace di integrare in modo equilibrato dimensioni ambientali, economiche e soprattutto sociali.
Lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera (SNBS) nasce esattamente con questo obiettivo. A differenza di strumenti focalizzati su singole fasi o prestazioni, propone una struttura olistica basata su criteri verificabili che coprono l’intero ciclo di vita dell’edificio, dall’analisi contestuale alla gestione. È un metodo che amplia il campo d’azione del progettista e lo invita a trattare la sostenibilità in modo integrato, con tutte le implicazioni che questo comporta.
Una sostenibilità che prende forma nello spazio vissuto
SNBS sollecita un cambio di prospettiva: l’edificio non è più considerato un’entità autonoma, ma parte di una trama più ampia, fatta di relazioni, usi e cicli di vita. La sostenibilità non coincide quindi con il solo raggiungimento di una prestazione ottimale, bensì con la capacità dell’architettura di accompagnare la vita quotidiana, adattarsi a mutamenti sociali e generare valore oltre il proprio perimetro fisico.
La dimensione sociale dello standard introduce domande che raramente trovano spazio nei capitolati: quali comportamenti favorisce un edificio? Quali modalità di appropriazione rende possibili? Quali fragilità contribuisce a mitigare, e quali rischia invece di amplificare? Gli indicatori relativi agli spazi comuni non misurano soltanto superfici, ma la capacità dell’architettura di predisporre occasioni d’incontro. L’edificio è così pensato come una piccola infrastruttura sociale: corti, atri, logge e soglie diventano luoghi in cui la vita quotidiana può incrociarsi in modo informale, restituendo quella dimensione di prossimità un tempo affidata alle piazze e oggi sempre più rara.
In un progetto ciò può tradursi in ambienti condivisi realmente abitabili e nella possibilità di aprire parti della struttura al quartiere, favorendo usi non programmati e forme di convivenza tra gruppi diversi. SNBS non propone modelli precostituiti, ma chiede che questa intenzione relazionale diventi parte esplicita del progetto.
Flessibilità e adeguatezza: il tempo come materiale di progetto
Tra i temi più significativi vi è la flessibilità d’uso, affrontata anche da Minergie-ECO. In un contesto segnato da trasformazioni rapide, di ordine demografico, economico e tecnologico, progettare per uno scenario statico equivale a introdurre una forma latente di obsolescenza. SNBS sposta l’attenzione dalla soluzione contingente a una visione strategica, chiedendo di rendere esplicite le possibilità di trasformazione nel tempo.
La flessibilità non è neutralità spaziale, ma capacità strutturata di adattamento. Il tempo diventa così un vero materiale di progetto, capace di incidere sulla durata del valore d’uso e sulla resilienza dell’edificio.
Comfort e salute: la qualità come esperienza condivisa
Il tema del comfort attraversa da tempo la cultura costruttiva svizzera e trova nello standard SNBS un’ulteriore occasione di integrazione tra aspetti tecnici e qualità dell’abitare. In continuità con Minergie-ECO, la salute degli occupanti diventa un criterio progettuale trasversale: materiali a basse emissioni, qualità dell’aria e condizioni acustiche e visive sono parti costitutive dell’architettura.
Gli indicatori relativi al comfort estivo, al microclima e alla gestione delle acque spingono a concepire l’edificio come parte di un sistema più ampio. Ombreggiamento, ventilazione, vegetazione e trattamento delle superfici esterne diventano elementi progettuali al pari degli impianti, il cui impiego è calibrato sulle condizioni climatiche e urbane.
Progettare per il benessere significa guardare oltre la verifica normativa e interrogarsi sulla qualità d’uso nel tempo. Nel clima della Svizzera italiana, segnato da estati più lunghe e precipitazioni intense, il comfort riguarda tanto l’interno quanto gli spazi che lo circondano. In questo senso, SNBS contribuisce a mantenere il benessere degli utenti come criterio guida delle scelte architettoniche.
L’edificio nel territorio: oltre il perimetro della parcella
SNBS interpreta l’edificio come parte di un sistema territoriale più ampio. La sostenibilità emerge dalla relazione con spazio pubblico, mobilità, servizi e biodiversità. Gli indicatori legati alla mobilità non mirano solo a ridurre i parcheggi, ma a rendere praticabili alternative all’uso sistematico dell’automobile. Nei centri ticinesi, la mobilità sostenibile compie un salto di qualità quando è semplice e quotidiana: rastrelliere protette, locali per biciclette integrati, spazi di ricarica e servizi condivisi diventano dispositivi che orientano i comportamenti.
Molti progetti mostrano che gli utenti rinunciano a modalità più sostenibili non per mancanza di volontà, ma per scomodità. Predisporre infrastrutture chiare permette di sperimentare abitudini diverse che spesso vengono poi mantenute. SNBS non impone modelli astratti, ma chiede di facilitare l’accesso alla mobilità sostenibile dove essa è realmente sensata.
Una metodologia che conduce alla certificazione
Il valore di SNBS risiede nel suo impianto metodologico e nella capacità di accompagnare il progetto fin dalle fasi iniziali. Non sostituisce l’atto progettuale, ma ne rende esplicite le scelte, offrendo un riferimento condiviso. La certificazione non è un adempimento finale, bensì la verifica coerente di un percorso maturato. L’intervento di un ente indipendente introduce una garanzia verso l’utente finale, assicurando che gli obiettivi dichiarati trovino riscontro nel costruito. Dal punto di vista della pratica professionale, questo approccio modifica anche il dialogo con la committenza. Lo standard diventa un linguaggio comune che permette di discutere in modo trasparente priorità, compromessi e costi lungo tutto il processo. Molte scelte, se affrontate nelle fasi iniziali, non si traducono in maggiori oneri, ma in una diversa organizzazione del progetto: distribuzioni più adattabili, spazi condivisi meglio integrati, soluzioni climatiche coerenti con il luogo. La certificazione rende visibile questo lavoro e lo trasforma in un valore riconoscibile, anche sul piano economico e gestionale.
La condizione ticinese: una sfida culturale
SNBS è ancora poco diffuso nella Svizzera italiana per ragioni più culturali che tecniche. La dimensione sociale fatica a essere riconosciuta come valore autonomo, mentre l’attenzione si concentra su aspetti immediatamente misurabili. I progetti che intraprendono la certificazione diventano occasioni di apprendimento collettivo, capaci di alimentare una riflessione più ampia sulla pratica progettuale.
Oltre lo standard
SNBS non offre soluzioni definitive. Il suo contributo consiste nel porre le domande giuste e nel riportare il progetto a una visione integrata. Se assunto come strumento e non come fine, può restituire all’architettura la responsabilità verso lo spazio vissuto e le comunità. In questa prospettiva lo standard trova il suo senso più profondo.