Fa­re be­ne, non so­lo di­re

Risanamento di un edificio del XVIII secolo a Saint-Prex (VD) — Teodori Wellinger Architectes

Un edificio settecentesco nel borgo storico di Saint-Prex, un risanamento condotto con cura artigianale e budget contenuto. Camille Claessens-Vallet, architetta EPFL e redattrice, racconta un progetto che incarna la nozione di matrimoine — patrimonio vissuto e proiettato nel futuro.

Data di pubblicazione
03-06-2026

Lo studio Teodori Wellinger Architectes di Losanna ha restituito vita a un edificio di pianta quadrata al numero 12 della Grand-Rue, nel cuore del borgo medievale di Saint-Prex. La facciata in pietra, parzialmente intonacata, con cornici in molassa lascia appena intuire l'intervento: un nuovo locale commerciale al piano terra — dove c'era un garage — con serramenti in rovere, una finestra aggiunta che mima formalmente quelle esistenti, una scala in pietra restaurata.

L'edificio, vincolato, ospita sei appartamenti, due esercizi commerciali, una lavanderia e cantine. Trasformato in modo maldestro nel corso del Novecento e mal conservato, richiedeva un intervento tecnico completo — colonne di scarico, adeguamento alle norme antincendio e dell'impianto elettrico — condotto in due fasi senza sgombrare gli inquilini dall'edificio.

Nel trilocale, una sala da pranzo cieca è diventata nodo sanitario, liberando un ampio soggiorno-cucina scandito da travi e colonne al posto dei vecchi muri portanti. Nel bilocale, la tipologia resta distinta: cucina abitabile e soggiorno separati da un corridoio di distribuzione. Dappertutto, un'attenzione scrupolosa ai materiali: boiserie sabbiate e riparate, pavimenti in legno massello restaurati o riposati con la collaborazione dell'associazione Materiuum, piastrelle nuove che dialogano con le vecchie per tono e disegno. Colori usati con parsimonia — un pilastro rosa confetto, un bagno verde anice. Cucine su misura pensate per durare: 18 000 franchi ciascuna, spiega l'associata Marie-Pascale Wellinger.

Un progetto sottile, al confine tra riparazione e progettazione, che pone la manutenzione futura al centro della concezione — ciò che Emmanuelle Borne chiamerebbe matrimoine.

Come si traduce concretamente la cura del dettaglio in un cantiere vincolato e abitato? Lo mostra Camille Claessens-Vallet nell'articolo originale dal titolo «Lais­sons di­re et fai­sons bien» su espazium.ch

Questa sintesi è stata realizzata dall’intelligenza artificiale Claude.ai e verificata dalle redazioni di espazium – Edizioni per la cultura della costruzione.