Chiu­de il si­pa­rio su Ar­chi: un nuo­vo at­to

Archi passa il testimone a espazium quaderni: una nuova identità editoriale che rinnova 115 anni di storia senza interromperla. Una rivista transmediale, bilingue e orientata alla ricerca, capace di intrecciare memorie, territori e linguaggi per raccontare il presente dell’architettura.

   
Data di pubblicazione
05-12-2025

Nella serata del 27 novembre 2025, negli spazi del foyer dell’Accademia di architettura di Mendrisio, Archi ha passato ufficialmente il testimone al suo capitolo successivo: espazium quaderni.
In un evento aperto al pubblico, tra operatori del settore e studenti, la rivista è stata celebrata e presentata nella sua nuova veste, che entrerà negli studi di architettura del Svizzera italiana a partire da gennaio 2026, con l’uscita del primo numero.

Presieduto dai co-direttori Andrea Nardi e Stefano Milan, insieme a SIA Ticino, rappresentata da Otto Krausbeck e Loris Dellea, l’incontro ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso la storia secolare di una rivista capace di seguire - evolvendosi - le trasformazioni della cultura della costruzione all’interno del Cantone – e non solo. La transizione verso la nuova identità non rappresenta infatti una rottura, ma l’ultimo tratto di un percorso in cui il denominatore comune è sempre stato la propensione al cambiamento, alla trasformazione, alla costruzione di un profilo capace di dialogare con il proprio tempo.

Costruire un’identità non significa ridurre le differenze a un unico segno, ma riconoscerle come parte vitale di una molteplicità. Da questa convinzione nasce il nuovo percorso editoriale di espazium”, affermano i direttori nella presentazione della nuova identità visiva che si delineerà nel corso del 2026. Nel descrivere la direzione del cambiamento, hanno sottolineato come i valori che hanno caratterizzato le tre testate di espazium possano oggi risuonare in forme più contemporanee: “Ogni testata porta con sé genealogie, memorie, territori e comunità: accoglierle in una costellazione più ampia non significa cancellarne le tracce, ma intrecciarle e renderle più visibili. La radice comune del nome nelle copertine sarà il filo conduttore tra le testate, che manterranno la loro totale autonomia di ricerca”.

È stato dunque un evento all’insegna non solo dei bilanci ma anche delle nuove prospettive, scandito da parole chiave che hanno strutturato il cambiamento. Prima fra tutti, quaderni, nuovo titolo della rivista: “Nel lessico delle riviste di architettura, ‘quaderni’ rimanda a un’idea di lavoro in corso e di approfondimento. Richiama i taccuini dei professionisti, pieni di appunti, schizzi, ipotesi non ancora consolidate. Un quaderno apre piste, mette in fila materiali eterogenei e li consegna a chi legge come strumenti per approfondire un ragionamento, una ricerca. L’obiettivo è aggiornare il DNA della rivista senza tradirlo, rendendola uno strumento di conoscenza e di riferimento per chi lavora sul territorio, e non solo”.

In questa visione si è poi inserito il concetto di transmedialità che ha portato in rilievo la volontà della piattaforma di orientarsi verso una crescente fluidità dei linguaggi e dei canali, capace di avvolgere e trasmettere i contenuti in modo dinamico. La strategia punta infatti a un’integrazione proattiva tra social media, rivista cartacea e piattaforma online, cui si aggiunge un network di contenuti audio e video liberamente fruibili dal lettore, andando a riflettere il bisogno corrente di interdisciplinarità anche all’interno della professione stessa: “La transmedialità non è sinonimo di multimedialità. La sua premessa è offrire un’esperienza più “rotonda” dell’informazione: carta, online, social media e altri media vengono usati ciascuno al massimo delle proprie potenzialità, per offrire angolazioni diverse dello stesso argomento”.

Nel proseguimento delle innovazioni promosse nel 2025, la rivista intende mantenere l’impostazione bilingue, permettendo al territorio della Svizzera italiana un riconoscimento più ampio e diffuso, insieme alla possibilità di parlare ad un pubblico più vasto.
Il cambiamento in atto mette in luce la volontà di rinnovarsi e trasformarsi per raggiungere una forma più aderente al nostro presente, fluida e transmediale, nella rinnovata promozione dei valori che hanno contraddistinto per 115 la rivista: si chiude un atto, inizia lo spettacolo.