Tra qualità urbana, tutela ambientale e politiche pubbliche
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Città sostenibili: dall’intento alla pratica
Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un tema centrale nel dibattito urbanistico e architettonico, in risposta alle crescenti sfide ambientali, sociali ed economiche che interessano le città. A questa maggiore consapevolezza non sempre corrisponde però una pratica coerente. Tra obiettivi dichiarati e trasformazioni reali del territorio persiste spesso una distanza significativa, che rende difficile valutare e confrontare la qualità degli interventi nel tempo.
In Svizzera esistono diversi standard il cui obiettivo è quello di rendere la sostenibilità operativa, integrandola nei processi decisionali della costruzione e della pianificazione. Tra questi, lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera (SNBS) si è affermato come riferimento nazionale, applicabile sia alla scala dell’edificio e delle infrastrutture, sia, più recentemente, a quella del quartiere.
Lo SNBS è uno standard nazionale che valuta la sostenibilità integrando le dimensioni ambientale, sociale ed economica lungo l’intero ciclo di vita dell’opera e nel suo rapporto con il contesto territoriale e sociale. A differenza di altri standard focalizzati prevalentemente su prestazioni energetiche o tecniche, lo SNBS adotta un approccio più ampio, orientato al progetto. I suoi criteri non servono solo a verificare risultati a posteriori, ma possono accompagnare il processo progettuale fin dalle fasi iniziali, aiutando a chiarire obiettivi e a fare scelte tecniche.
Pur non essendo vincolante dal punto di vista giuridico, lo standard è sempre più riconosciuto a livello nazionale e coerente con le strategie federali per lo sviluppo sostenibile e la protezione del clima. Confederazione e Cantoni ne sostengono l’adozione attraverso politiche di incentivo, programmi di promozione della qualità edilizia e sinergie con altri strumenti.
In Ticino, l’adozione dello SNBS è ancora limitata, ma non priva di esempi. Il primo edificio certificato nel Cantone, a Stabio (cfr Archi XXX), ha dimostrato come anche in un contesto caratterizzato da forte pressione immobiliare e frammentazione insediativa sia possibile applicare criteri di sostenibilità in modo strutturato. In un territorio dove gli obiettivi di qualità urbana e ambientale sono spesso affidati alla sensibilità dei singoli attori, lo SNBS potrebbe offrire un linguaggio comune tra progettisti, committenti e amministrazioni, rendendo espliciti e condivisibili obiettivi che oggi restano spesso impliciti.
Dallo standard edilizio alla scala urbana: SNBS-Quartiere
Un’evoluzione standard è rappresentata dallo SNBS-Quartiere, che estende la valutazione della sostenibilità dalla scala del singolo edificio a quella del quartiere o dell’area di sviluppo, secondo il principio per cui molte questioni centrali per la sostenibilità urbana – come mobilità, uso del suolo, qualità degli spazi pubblici o coesione sociale – non possono essere affrontate efficacemente solo a livello edilizio. SNBS-Quartiere propone una lettura integrata del progetto urbano, considerando le relazioni tra edifici, spazi aperti, infrastrutture e funzioni. Rispetto allo SNBS-Edificio, l’attenzione si sposta dai singoli dettagli costruttivi alla struttura complessiva del quartiere, valutando la sostenibilità come risultato di un insieme coerente di scelte urbanistiche. Lo standard è particolarmente adatto a nuovi insediamenti, aree di trasformazione e progetti di densificazione. Offre un quadro di riferimento per affrontare in modo coordinato temi quali mix funzionale e sociale, qualità dello spazio pubblico, mobilità sostenibile, resilienza climatica e governance dei processi. Per le amministrazioni pubbliche e i pianificatori, SNBS-Quartiere può diventare uno strumento utile per confrontare scenari, definire obiettivi e monitorare l’evoluzione dei progetti nel tempo.
Il ruolo dello SNBS nelle politiche pubbliche
Nel quadro delle politiche pubbliche svizzere, SNBS facilita l’attuazione delle normative esistenti nella pratica progettuale. Il suo contributo si concretizza attraverso criteri operativi che traducono obiettivi generali – come la tutela della natura e del paesaggio, la protezione del clima e l’uso efficiente delle risorse – in elementi valutabili a livello di edificio e di quartiere.
Protezione della natura e del paesaggio
Per quanto riguarda la natura e il paesaggio, lo SNBS interviene in particolare nelle fasi di scelta del sito, progettazione e organizzazione degli spazi aperti, in coerenza con i principi della Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio e della Legge federale sulla pianificazione del territorio. Lo standard richiede innanzitutto un’analisi del contesto, che considera le caratteristiche ecologiche del sito, la presenza di elementi naturali e il rapporto con il paesaggio circostante. Questo favorisce interventi più attenti al consumo di suolo e all’inserimento nel tessuto esistente, in linea con gli obiettivi di densificazione qualitativa.
Un secondo aspetto riguarda la biodiversità e la qualità degli spazi aperti. Lo SNBS valuta la conservazione degli elementi naturali presenti, la permeabilità del suolo e la qualità ecologica delle superfici verdi, premiando soluzioni che contribuiscono a migliorare il valore ambientale complessivo del progetto. Alla scala del quartiere, questi aspetti sono letti in modo sistemico, come parte di un disegno urbano coerente capace di rafforzare la qualità paesaggistica complessiva.
Protezione del clima
La protezione del clima costituisce uno degli assi centrali delle politiche ambientali svizzere. Con l’obiettivo di raggiungere il saldo netto zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, sancito dalla legislazione federale e dalla Strategia climatica a lungo termine, il settore degli edifici e dell’ambiente costruito assume un ruolo chiave, essendo responsabile di una quota rilevante delle emissioni complessive.
In questo contesto, lo SNBS offre un quadro di riferimento che consente di tradurre gli obiettivi climatici generali in criteri applicabili alla progettazione. A differenza di approcci limitati alla sola fase di esercizio, lo standard considera le emissioni lungo l’intero ciclo di vita del costruito, includendo la produzione dei materiali, la realizzazione, l’uso e la gestione. Questo permette di affrontare in modo esplicito il tema dell’energia grigia e di orientare le scelte progettuali verso soluzioni con minore impatto climatico complessivo. Accanto alla valutazione delle emissioni, lo SNBS promuove edifici e insediamenti con bassi fabbisogni energetici e un’elevata quota di energia rinnovabile, in coerenza con la Legge federale sull’energia e con le politiche di decarbonizzazione del settore edilizio. L’attenzione non si concentra sul rispetto puntuale di singoli valori limite, ma sulla qualità complessiva delle soluzioni adottate e sulla loro coerenza nel tempo.
Con l’estensione alla scala di quartiere, lo SNBS rafforza ulteriormente il proprio contributo alla protezione del clima. SNBS-Quartiere considera infatti anche fattori insediativi e organizzativi che incidono in modo significativo sulle emissioni, come la mobilità, il mix funzionale e l’organizzazione spaziale. La riduzione dell’impatto climatico non è quindi affrontata come risultato di singole prestazioni edilizie, ma come esito di un progetto urbano integrato, capace di incidere sui comportamenti e sull’efficienza collettiva. In questo senso, lo SNBS si configura come uno strumento utile per collegare le strategie climatiche nazionali con le scelte progettuali concrete, contribuendo a rendere operativi, misurabili e confrontabili gli obiettivi della transizione verso una società a basse emissioni.
Sfide e opportunità
Come ogni standard volontario, lo SNBS presenta alcune criticità. La complessità del sistema di valutazione, i costi legati al processo di certificazione e la necessità di competenze specifiche possono rappresentare un ostacolo, in particolare per piccoli operatori o per contesti in cui le risorse disponibili sono limitate. Vi è inoltre il rischio che lo standard venga percepito come un adempimento procedurale, piuttosto che come uno strumento a supporto del progetto. Allo stesso tempo, lo SNBS offre opportunità rilevanti, soprattutto se interpretato come quadro di riferimento e non come semplice sistema di punteggio. Per i progettisti, può diventare uno strumento di supporto nelle fasi iniziali, utile a strutturare le scelte e a rendere espliciti obiettivi spesso trattati in modo implicito. Per i committenti, pubblici e privati, consente di chiarire le aspettative di qualità e di confrontare soluzioni diverse su basi condivise.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, lo SNBS – e in particolare lo SNBS-Quartiere – può contribuire a rafforzare la qualità dei processi di pianificazione e trasformazione urbana, senza sostituirsi agli strumenti normativi esistenti. In contesti come quello ticinese, caratterizzati da una forte frammentazione insediativa e da una pressione crescente sul territorio, lo standard potrebbe favorire una maggiore coerenza tra obiettivi ambientali, progetto urbano e attuazione.
La sfida principale non risiede quindi tanto nell’estensione formale dello standard, quanto nella sua integrazione consapevole nei processi di progetto e di pianificazione. In questo equilibrio tra strumenti, competenze e governance, lo SNBS può contribuire a orientare lo sviluppo urbano verso una qualità ambientale e territoriale più elevata, senza rinunciare alla flessibilità necessaria per rispondere alle specificità dei contesti locali.