In un giardino biodiverso, l’animo si distende
Tra casa e giardino si costruisce un equilibrio essenziale: lo spazio esterno, spesso trascurato, è invece decisivo per benessere e biodiversità. Progettarlo con cura significa integrare natura e architettura, migliorare il microclima e favorire salute, socialità e resilienza ambientale.
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Così come la casa ci accoglie, ci accudisce e ci dà un tavolo attorno al quale ritrovarci, così lo spazio esterno, il giardino, diventa il luogo in cui la natura ci massaggia l’anima e ci ricarica dopo lunghe giornate di lavoro. Un luogo in cui fare feste e giocare, coltivare erbe e ortaggi, ma anche leggere sotto le fronde di un albero o semplicemente respirare.
Spesso lo spazio esterno è progettato quando l’edificio è quasi concluso e il budget è agli sgoccioli. È un peccato, perché molti studi scientifici confermano che i benefici sulla salute fisica e mentale di un ambiente naturale di qualità sono enormi: la pressione arteriosa si riduce, il sistema immunitario si rinforza, l’affaticamento mentale si affievolisce. L’esposizione alla luce naturale stimola la produzione di vitamina D e aumenta la produzione di serotonina contribuendo a ritrovare il buon umore.
Visione integrata degli aspetti ambientali
Lo standard SNBS ha il pregio di essersi chinato a 360° sui temi ambientali nel costruito. Se è vero che per molti progettisti e progettiste gli standard e i marchi sono percepiti come limitanti e un freno alla creatività, va però sottolineato che l’SNBS è uno dei pochissimi standard che ha «pensato le cose fino in fondo» guardando all’interazione tra i diversi comparti ambientali, economici e sociali nonché tra ambiente costruito e quello naturale. I criteri sono descritti in maniera esaustiva e molto pratica e possono essere utilizzati come guida sin dalle prime fasi di progettazione, anche al di là della certificazione.
Gli obiettivi perseguiti sono la protezione del clima, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione e l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche, la transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento e la protezione e il ripristino della biodiversità. Il presente articolo si concentra sulla biodiversità.
Biodiversità: dal cantiere alla definizione delle essenze
L’immagine evocata pensando a uno spazio esterno ideale è per ognuno di noi (anche molto) diversa: dal giardino rustico con prati fioriti, alberi da frutto e tanti piccoli microhabitat, ai giardini all’inglese dall’aspetto naturale e curato, sino ai giardini giapponesi minimalisti con qualche ciuffo e gioco d’acqua. Altrettanto variegata è quindi la progettazione dello spazio esterno.
Un primo passo importante, che andrebbe fatto sin dalle prime fasi di progettazione, è esaminare la situazione esistente e decidere come si desidera sfruttare lo spazio esterno. Da queste prime valutazioni, infatti, dipendono delle scelte progettuali importanti.
Al momento della valutazione della situazione esistente è opportuno osservare quanto è presente sul mappale e il contesto nel quale ci si trova. Se si agisce su un edificio esistente, ristrutturandolo o demolendolo, è necessario esaminare se questo è utilizzato dalla piccola fauna come sito di nidificazione o di riposo invernale. I rondoni, ad esempio, si riproducono quasi esclusivamente in nicchie di edifici, in prossimità del tetto o tra le tegole. Essi dipendono dunque dalle cavità negli edifici alle quali sono fedeli anche per decenni e che sono messe a rischio in caso di lavori. Trovano rifugio negli edifici (o nelle loro prossimità) anche altri animali come il balestruccio, i pipistrelli o diverse specie di insetti, tra cui alcune farfalle che svernano nei solai se le condizioni lo permettono. Va inoltre valutata la vegetazione esistente: se sul mappale vi sono dei vecchi alberi con una folta chioma, delle siepi o dei filari di alberi autoctoni, questi andrebbero preservati. Essi sono, infatti, preziosi per la regolazione del microclima e hanno un valore elevato per la fauna locale esistente. Inoltre, questi alberi o arbusti hanno già «dato prova» di essere adattate al sito. Questo aspetto va attentamente valutato in fase di progettazione, perché potrebbe rendersi necessario adeguare la posizione degli edifici in funzione della vegetazione di pregio esistente. In caso di ristrutturazione è possibile creare degli habitat alternativi durante la fase di cantiere o eseguire i lavori quando gli animali sono assenti dagli edifici. Per i rondoni, ad esempio, esistono delle cassette nido che possono essere posate sui ponteggi come possibili cavità di nidificazione transitorie. In fase di progettazione andrebbe poi pianificata la realizzazione delle nicchie e degli accessi all’edificio nuovo o ristrutturato come pure la posa di nidi artificiali.
Il contesto in cui si trova il mappale è altrettanto importante: se, ad esempio nell’area circostante ci sono dei boschetti o delle zone naturali protette, oppure ci si trova lungo un asse di transito ecologico che collega diversi habitat importanti per la piccola fauna, occorre tenerne conto. In questo caso va mantenuta una permeabilità orizzontale del sedime, eliminando tutti gli ostacoli al passaggio della piccola fauna. Andrebbero quindi evitate recinzioni a maglie strette fino al suolo, muri chiusi o gradini più alti di 10 cm. D’altro canto la fauna va protetta dai rischi, come nel caso delle griglie di aerazione o le piscine, posando aiuti all’uscita o installando dispositivi di protezione. Anche le emissioni luminose inutili e le vetrate possono costituire un pericolo per la fauna.
Benvenuta pigrizia!
Nel giardino e in generale negli spazi esterni è possibile, anche con pochi interventi, promuovere in maniera efficace l’habitat naturale. Per assurdo la pigrizia potrebbe essere il motore principale: pochi sfalci dei prati, foglie cadute lasciate al suolo, legname e pietre accumulati nei posti giusti, anche un po’ alla rinfusa. Assieme a un minimo controllo delle neofite invasive, questa è la ricetta perfetta per far evolvere il proprio giardino verso un’area ricca di biodiversità. Per chi fosse pronto a fare e dare di più, è fondamentale che nello spazio esterno vi sia una vegetazione autoctona il più possibile ricca di specie adatte al sito e che siano previste delle strutture in grado di dare rifugio e materia prima (cibo e materiale per costruire i nidi) a diverse specie animali. Idealmente la vegetazione dovrebbe fiorire dalla primavera all’autunno, grazie alla semina o piantumazione di specie che fioriscono in periodi diversi, e produrre piccoli frutti. La presenza di specie con spine è essenziale: esse creano una barriera fisica che permette alla piccola fauna, come il riccio, di addentrarsi nella vegetazione trovando rifugio e mettersi in salvo da predatori, ma anche essere usate come dispensa (cfr. da curiosità in poi). I cumuli di legname offrono rifugio, ma anche cibo o, ad esempio, luoghi ideali per deporre le uova per gli insetti specialisti del legno morto.
Mitigazione degli effetti del cambiamento climatico
Un ulteriore aspetto fondamentale è l’attuazione delle misure efficaci per contrastare l’effetto isola di calore e di adattamento al cambiamento climatico: alberi con grandi chiome, superfici permeabili e rinverdite che permettono l’infiltrazione superficiale, cunette filtranti e altre strutture per la ritenzione idrica aiutano a modulare il ciclo dell’acqua e a ridurre la temperatura locale. Per quanto attiene agli edifici, tetti e facciate rinverdite promuovono non solo la biodiversità, ma sono misure efficaci in materia di microclima e gestione delle acque piovane. Un tetto verde può assorbire dal 50% al 95% delle precipitazioni annue, rilasciando l’acqua in modo graduale nelle ore successive agli eventi di pioggia e la temperatura sull’edificio è fino a 20–40 °C inferiore rispetto a un tetto piano con copertura in ghiaia.
Lo spazio esterno deve essere vivibile
Se il giardino sarà vissuto da bambini bisognerà prevedere una parte di prato rasato così che si possa giocare serenamente al pallone, se un inquilino soffre di allergie a certi animali o fobie se ne dovrà tenere conto, se ci sono degli anziani va data priorità agli alberi che offrono ombra e raffrescamento e per chi desidera fare movimento e disporre di cibo a km 0 si realizzerà un ampio orto prevedendo nelle vicinanze l’erogazione di acqua. Le possibili misure sono molte ed è imprescindibile che ogni progetto sia pianificato su misura anche per chi sfrutterà gli spazi esterni.
Progettare e gestire in maniera corretta uno spazio esterno che metta al centro natura ed essere umano è complesso e richiede una consulenza specialistica – peraltro offerta da alcuni Comuni o alcune associazioni ambientali come Pro Natura – ma ha un valore inestimabile in termini di benessere personale e per la collettività. Il giardino biodiverso è il luogo ideale per srotolare e far respirare l’anima.
«Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e di apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora». Thich Nhat Hanh
L’albero divinatorio che ci rinfresca
La quercia comune (Quercus robur) è fra gli alberi con un’elevata capacità di raffrescare l’aria circostante tramite evapotraspirazione ed è in grado di sequestrare la CO2 e gli inquinanti dall’aria. È un albero molto longevo che possiede un’ampia chioma e può arrivare anche a 40 m di altezza. Le sue ghiande sono particolarmente apprezzate dall’elegante e colorata ghiandaia che ne raccoglie fino a 11 kg per le sue scorte invernali. Si è inoltre scoperto che da questo albero dipendono circa 400 specie di farfalle, oltre a molte altre specie di insetti, ragni, uccelli e mammiferi. Non da ultimo era l’albero sacro a Zeus e simbolo di forza e potere, usato anche come oracolo.
Curiosità
Zorro alato (riferimento nel testo)
L’averla piccola, il cui maschio è ben riconoscibile grazie alla sua benda nera da Zorro, la testa grigia e il dorso color ruggine, è una delle specie che dipende dagli arbusti spinosi. La sua particolarità è che infilza le prede in esubero sulle spine, tenendosi così una scorta per periodi di magra. Anche per nidificare preferisce un arbusto spinoso: nella scelta dell’arbusto idoneo l’ultimo cinguettio spetta alla femmina, dopo che il maschio le avrà mostrato diversi esemplari.
Il food delivery arriva in treno
Ricercatrici dell’Università di Zurigo hanno scoperto che i passeri attendono i treni in arrivo alla stazione centrale di Zurigo per piluccare dal vetro e dalla locomotiva gli insetti investiti durante il viaggio. Addirittura, hanno osservato che i passeri sembrano preferire e attendere in maniera mirata i treni regionali, più lenti e più ricchi di cibo.
Antizanzare naturali
Ragni, vespe, rondoni, pigliamosche, ma anche rettili e pipistrelli: tutti si cibano di insetti, comprese le zanzare che tanto danno noia in estate. Durante il periodo di riproduzione, se le condizioni sono favorevoli, una coppia di rondoni può catturare anche 20’000 insetti alati al giorno, tra i quali zanzare, mosche, vespe o afidi. Un pipistrello riesce a ingerire fino a 2’000 zanzare per notte. Un buon motivo per averli accanto.