Olt­re la cer­ti­fi­ca­zio­ne: vi­sio­ne in­te­gra­ta

Publikationsdatum
18-02-2026

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Premessa

La necessità di uno standard di certificazione avente per oggetto la sostenibilità rappresenta l’incapacità del mondo della costruzione, nello sviluppo delle proprie attività, di rendere implicito e normale affrontare e risolvere un variegato spettro di temi di natura ambientale e sociale (oggi sempre più urgenti). In assenza di un approccio incisivo (e condiviso) che faccia leva sulla consapevolezza, questa incapacità rende necessaria l’introduzione di strumenti di indirizzo, se non proprio di coercizione e controllo, per portare i vari attori a considerare questi problemi. A questo si aggiunge la tendenza a prendere decisioni solo attraverso la frammentazione in piccole parti al fine di una loro quantificazione, quando invece si rende quanto mai necessaria una visione globale e interconnessa dei sistemi coinvolti anche con riflessioni che non abbiano il numero (o l’etichetta che ne deriva) come discrimine decisionale. Quindi ogni certificazione deve essere considerata come uno strumento transitorio in grado di stimolare non solo applicazioni concrete ma anche riflessioni trasformative di più ampio respiro (anche critiche rispetto ai sistemi attuali), non un fine cui tendere.

 

Il quadro

La costituzione di uno specifico standard di sostenibilità orientato al settore delle costruzioni è una tendenza avviata a livello internazionale già da decine di anni (BREEAM, LEED, DGNB sono tra quelli più noti e diffusi)1. Come spesso accade nel contesto svizzero, anziché una passiva assimilazione di standard sviluppati altrove, si é assistito ad una sua declinazione locale in aderenza al peculiare contesto culturale e normativo della Confederazione. Le esperienze della costruzione sostenibile svizzera sono quindi confluite nello standard SNBS che si struttura nelle tre aree: Società, Economia e Ambiente. Queste aree sono perfettamente aderenti ai criteri ESG (Environmental, Social and Governance), utilizzati per estendere i tradizionali fattori decisionali nel campo finanziario e degli investimenti, realizzando quindi una chiara riconoscibilità dei contenuti di SNBS per il mondo economico.

Tale processo ha ricevuto una svolta importante nel 2022, quando é stata raggiunta una razionalizzazione ed armonizzazione tra gli standard svizzeri allora operanti nel campo dell’efficienza energetica e della sostenibilità edilizia condividendo ben più di una più scontata adesione alle Leggi Federali e Cantonali e alla normativa tecnica SIA. CECE, Minergie ed SNBS (questi ultimi due nelle varianti “Edificio” e “Quartiere”) condividono ora principi, metodologie e strumenti di calcolo pur mantenendo specifici ambiti di applicazione e finalità distinte. Rif. IMM 1

 

Un leggero ma significativo cambio legislativo

In Svizzera esiste una base legale obbligatoria per l’energia negli edifici rappresentata dal Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC). Recentemente revisionato (la versione 2014 é ora attualizzata dalla versione 2025) il nuovo MoPEC, oltre a limitare il consumo di energia in fase di esercizio e a rafforzare la produzione di energia rinnovabile a scapito di quella fossile, introduce anche limitazioni dell’energia grigia espressa in emissioni di gas a effetto serra (EGES).

È interessante notare come questo passaggio avvenga rendendo obbligatorio un requisito basilare della certificazione Minergie-Eco riconoscendone, dopo 15 anni di applicazione, sia una solidità procedurale sia il ruolo di apripista che possono avere i label applicati su base volontaria i quali, oltre a consolidare prassi virtuose, spesso anticipano le tendenze verso cui si muoverà il futuro della costruzione e con esse i futuri obblighi legislativi.
Questo cambiamento rende necessario un approccio progettuale integrato che non é più prerogativa dei soli standard volontari. Le tematiche ambientali entrano profondamente nel processo progettuale e toccano le scelte fondanti di natura costruttiva e materica (si pensi al controverso utilizzo del calcestruzzo su larga scala e alla ricerca di materiali alternativi per una sua sostituzione laddove possibile). Se la versione attuale del Regolamento sull’utilizzazione dell’energia (RUEn,  basato su MoPEC 2014) consente ancora al progettista, seppur con una certa difficoltà, la possibilità di sminuire i temi ambientali delegando concetti, scelte e dimensionamento di materiali isolanti e impianti ad altri soggetti, la presenza del MoPEC 2025 impone riflessioni più profonde sull’atto costruttivo (e la sua dismissione) che toccano tutta la sostanza dell’edificio e al contempo la modalità collaborativa del team di progetto. Se MoPEC 2025 apre timidamente la strada ad un cambio di paradigma ormai necessario, SNBS può essere uno strumento di accompagnamento dei prossimi cambiamenti legislativi inquadrandoli in una cornice più ampia e consapevole. Rif. IMM 4

 

Applicare SNBS: gli strumenti sono presenti

Gli standard attualmente presenti nel contesto svizzero hanno un’autonomia e una finalità ben precisa ma al tempo stesso, in virtù della condivisione di procedure di calcolo, si integrano in SNBS che, senza forzature, costituisce la griglia di valutazione più completa oggi disponibile in analogia agli standard internazionali già citati. Per una concreta implementazione delle tematiche ambientali SNBS definisce diversi strumenti applicativi: in grande parte essi sono già di dominio dei progettisti (norme SIA, raccomandazioni, linee guida, prove strumentali). Rif. IMM 2

Nonostante questo quadro così strutturato, nel Cantone Ticino le applicazioni di SNBS sono estremamente limitate (così come quelle di Minergie-Eco pur costituendo quest’ultimo una via privilegiata per raggiungere la più completa certificazione SNBS). Il contesto ticinese é ancora troppo legato al rispetto dei semplici obblighi legislativi di natura energetica e poco entusiasta di agire con un approccio alla sostenibilità più diversificato, maturo e in definitiva più efficace.
La diffusione di SNBS potrebbe avviare un processo di alfabetizzazione sui temi della sostenibilità attraverso la loro applicazione pratica: é una metodologia confacente ad un contesto edilizio poco propenso a concettualizzare l’innovazione e che necessita di immediate risposte sul campo. Un lascito chiaro delle esperienze SNBS compiute in Ticino è la necessità di formulare in modo chiaro per ogni attore del processo obiettivi e modalità di intervento ma anche la necessità di un aggiornamento professionale che, a fronte di un allargamento e approfondimento dei temi trattati, si rende oggettivamente necessario a tutti i livelli.

Per il gruppo di lavoro che promuove, progetta, realizza e gestisce un intervento non si tratta più di risolvere i temi ambientali come aspetti puntuali dovuti a richieste legislative (solitamente tramite rapporti bilaterali tra progettista e specialisti) ma di renderli condivisi e affrontati collegialmente, e, solo in seguito, affinati da ciascuno, secondo le proprie competenze, a garanzia del risultato finale. Rif. IMM 3

 

Applicare SNBS: una strategia per iniziare

La realtà nella quale ci troviamo ad operare é oggettivamente complessa, affrontarla può spaventare. Tuttavia non é rigettandola o banalizzandola che risolveremo le urgenze di ordine ambientale e sociale. Applicare SNBS come sola adesione ad una check-list alla ricerca di punti per l’ottenimento di un riconoscimento espresso dalla scala di preziosità del metallo (argento, oro o platino) ha puramente un effetto consolatorio nel migliore dei casi e di greenwashing nel peggiore.

La presenza di SNBS deve essere vista come un pratico aiuto che possa portare ad una effettiva trasformazione delle modalità con le quali definiamo e concretizziamo i nostri bisogni2.

In una fase embrionale di sviluppo come quella ticinese, sarebbe opportuno adottare un approccio selettivo all’applicazione dello standard, iniziando dagli ambiti che risultano più familiari o da quelli che producono effetti più significativi nel contesto locale, senza tuttavia perdere di vista la visione complessiva. È questa anche una via fattiva per valorizzare le specificità di ogni singolo intervento senza forzature e non attraverso il raggiungimento di conformità solo “sulla carta”. Quando i requisiti sono soddisfatti in modo sinergico il loro effetto concreto é reale, per contro se la rispondenza é forzata le ricadute positive sono molto più limitate.
In questo modo si amplia il ventaglio di situazioni e realizzazioni che possono essere concretamente oggetto di certificazione SNBS togliendo l’aura di eccellenza allo standard perché, fatti salvi alcuni vincoli di natura tecnica che potrebbero impedire la certificazione, ogni intervento oggi può (e deve) affrontare e risolvere i temi contenuti nello standard SNBS.

Se si decostruisce l’astratto e inflazionato obiettivo di sostenibilità in temi più circoscritti,   comprensibili e controllabili si rende un favore all’applicabilità. La flessibilità di SNBS consente, a fronte di un minimo rispetto di tutti (o quasi) i requisiti, la possibilità di concentrare gli sforzi su temi particolari. Ecco quindi che possiamo appoggiarci alla Tassonomia EU3 ed individuare la “Protezione del clima”, la “Prevenzione e riduzione dell’inquinamento” o l’”Adattamento ai cambiamenti climatici” come obiettivi concreti da raggiungere oppure formulare altri approcci strategici come la “Circolarità / economia circolare” la “Sufficienza / sobrietà” o la “Qualità degli spazi interni”. Per il Ticino, in questa fase, avere una pluralità di progetti che raggiungono lo standard sulla base di obiettivi specifici, diversificati e ben strutturati, anche dal punto di vista concettuale, non costituirebbe un limite ma una ricchezza che contribuirebbe alla crescita delle conoscenze e delle responsabilità collettive regionali (estremamente importante elevare quelle della committenza e della filiera realizzativa). Questa esperienza, necessaria ma auspicabilmente breve, dovrebbe essere propedeutica per una successiva fase più evoluta che si spera essere, a livello regionale, più fervida dal punto di vista culturale, scientifico e concreta nelle realizzazioni rispetto all’attuale.

In conclusione due aspetti meritano di essere almeno citati:

  • certificare SNBS spingendo sulle prestazioni ambientali non dispensa dal concepire un intervento secondo criteri di qualità architettonico-urbanistica e con procedure che possano tutelare questa qualità; i soggetti istituzionali e/o con “peso specifico” maggiore, anche se non obbligati, devono sentirsi coinvolti in tal senso;
  • La certificazione SNBS “Quartiere” tenta finalmente di correggere il limite di gran parte delle certificazioni più consolidate che, seppur comprensibili in una retrospettiva storica, hanno posto il focus sul singolo edificio (e sui soli aspetti energetici) coltivando concetti eccessivamente basati sull’isolamento (reale e figurato) con ricadute negative anche sui criteri insediativi, sostenendo di fatto logiche eccessivamente individualistiche in luogo di un approccio più relazionale e basato sulla comprensione dei flussi ad una scala più ampia, fondamentale per implementare strategie di adattamento oggi prioritarie.

Note

1. BREEAM, Building Research Establishment Environmental Assessment Method, dal 1990 (UK)
LEED, Leadership in Energy and Environmental Design, dal 1998 (USA)
DGNB, Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen, dal 2007 (D)

2.È fondamentale rinnovare l’accento non tanto e non solo sulle strategie che conducono alla riduzione dell’impiego di energia e di risorse per il soddisfacimento dei bisogni attuali ma soprattutto sulla necessità di un ripensamento di tali bisogni.

3.“Il Regolamento (UE) 2020/852 stabilisce i criteri per valutare la sostenibilità ambientale delle attività economiche all'interno degli Stati membri dell'UE. Con la tassonomia europea, l'UE persegue gli stessi obiettivi che devono essere raggiunti a livello globale con i criteri ESG e l’Accordo di Parigi sul clima. Questo regolamento è una componente centrale del Green Deal europeo. A sua volta, mira a ridurre le emissioni di gas serra nell'Unione Europea di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e a ridurre le emissioni nette di gas serra a zero entro il 2050. Ciò rende la tassonomia un elemento centrale della politica climatica dell'Unione Europea. Si può presumere che i requisiti risultanti avranno un impatto diretto anche sui requisiti del mercato finanziario svizzero e saranno quindi essenziali per gli standard applicati in Svizzera. Pertanto, la tassonomia riguarda anche il settore immobiliare svizzero.” Fonte: “Descrizione dei Criteri SNBS-EDIFICIO” versione Settembre 2024