La quinta fac­ciata

Mensa del Collegio Papio, Ascona

Date de publication
29-04-2022
Francesca Belloni
Architetto e professore, ricercatrice in Composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano

Dopo la fondazione di epoca borromaica, la rinascita del Collegio Papio, ad opera dei Padri Benedettini di Einsiedeln negli anni Venti del secolo scorso, ha generato un crescente incremento di studenti con la conseguente necessità di adattare gli spazi alle attività scolastiche e garantire un insegnamento che risponda alle attuali richieste. Il progetto di Giraudi Radczuweit per la nuova mensa scolastica si inserisce all’interno di tale processo e opera in continuità con la storia dell’edificio e dell’istituzione dalle sue origini fino ad oggi.

La collocazione dell’intervento è significativa nell’ottica di una lettura sovrastorica del comparto monumentale, poiché insiste su un’area triangolare compresa all’interno del muro perimetrale di epoca borromaica, ma esterna al disegno del giardino, composto da quattro parterre verdi, con camminamenti laterali coperti da pergolati in ferro. Costruito in adiacenza del muro perimetrale sud-ovest, il nuovo refettorio occupa dunque uno spazio per certi versi residuale. La geometria irregolare dell’area, dettata dall’assetto preesistente, suggerisce l’inserimento di un elemento collettivo di ampie dimensioni. Il vuoto si trasforma in pieno, contribuendo a ridefinire il disegno regolare del giardino borromaico e, nel rispetto dei muri di confine esistenti, consolida il ruolo del recinto, rimarcandone la duplice valenza costruttiva come confine occidentale del giardino e, al contempo, come elemento identitario del nucleo storico.

Data la conformazione dell’intervento, il tema principale del progetto è lo sviluppo della quinta facciata, attraverso una copertura la cui geometria viene definita in funzione di tre criteri: il rispetto del contesto monumentale, i vincoli statici e lo sviluppo verticale dello spazio di refezione. Il primo criterio punta alla costruzione di un volume che entri in relazione con l’adiacente sistema conventuale e con la porzione a lago di Ascona. Per tali ragioni, la copertura è costituita da una serie di piani inclinati che singolarmente richiamano le geometrie dei tetti del nucleo storico e, nell’insieme, dialogano con il paesaggio circostante; i singoli elementi sono ordinati secondo una sequenza decrescente, il più possibile in armonia i manufatti circostanti. Il secondo criterio risponde alla logica statica: i piani inclinati formano delle piramidi, i cui lati di base funzionano come tiranti che azzerano le spinte orizzontali a carico dell’antico muro di confine. Il terzo criterio è legato alla volontà di accentuare la verticalità dell’interno: lo spazio destinato alla refezione si allarga nei vuoti generati dalle singole piramidi, ampliandosi e comprimendosi in relazione con l’articolata geometria del tetto.

La copertura alterna trasparenze a opacità: ogni modulo piramidale è definito da tre superfici, una trasparente orientata verso nord, che permette l’ingresso della luce naturale, e due opache su cui è alloggiata l’illuminazione artificiale. I piani che compongono la copertura sono interamente rivestiti in rame; la scelta di tale materiale è legata alla sua natura mutevole, che il tempo contribuirà a rendere parte integrante dell’impianto monumentale. Internamente lo spazio del refettorio è caratterizzato dall’uso di pochi materiali: il pavimento in resina, le pareti in legno ed il controsoffitto in stoffa bianca. Quest’ultima, neutra ed eterea, consente alla luce naturale di essere il vero protagonista e contribuisce in modo significativo all’assorbimento del suono.

Luogo
Ascona

 

Committenza
Fondazione Collegio Papio, Ascona

 

Architettura
Giraudi & Radczuweit architetti, Lugano

 

Collaboratori
P. Zanin, M. Frasson, L. Pevere, T. Facchini

 

Ingegneria civile
Geocasa SA, Muralto; Bonalumi & Ferrari, Giubiasco

 

Direzione Lavori
Ing. Stanislao Pawlowski; Collaboratrice arch. Milena Maggetti, Losone

 

Progetto impianti RVCS
IFEC ingegneria, Rivera

 

Progetto impianti elettrici
Elettronorma SA, Lugano

 

Fisica delle costruzioni
Think Exergy SA, Mendrisio

 

Acustica
Think Exergy SA, Mendrisio

 

Illuminotecnica
CH Keller Design, San Gallo

 

Geologia
Scascighini, Minusio

 

Progetto serramenti
Esoprogetti, Lugano

 

Fotografia
Roberto Pellegrini, Bellinzona

 

Fotorender
Giraudi & Radczuweit architetti, Lugano

 

Impresa
Merlini & Ferrari, Minusio Lattoneria Torsetta SA, Gordola

 

Carpenteria metallica
Kesmon meccanica SA, Lugano

 

Date
progetto 2010-2015, realizzazione 2017-2020

 

Pianificazione energetica
Think Exergy SA, Mendrisio

 

Certificazione o Standard energetico
RUEn 2008, stato 2017

 

Intervento e tipo edificio
costruzione nuova

 

Categoria edificio, (Ae)
ristoranti, 1238 m2

 

Riscaldamento
teleriscaldamento da impianto principale (produzione mediante pompe di calore ad acqua di falda)

 

Acqua calda
teleriscaldamento da impianto principale e recupero di calore da celle frigorifere

 

Particolarità
Impianto ventilazione dedicato per cucina industriale, mensa e servizi. Spazi mensa dotati di deumidificazione e raffrescamento a pavimento radiante

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