Intervista a Hind Al-Shoubaki: Città Sospese / waiting Cities
Per la rubrica di Rete Due La Rivista, Hind Al-Shoubaki, curatrice dell'ultima uscita di espazium quaderni, si racconta approfondendo le tematiche del numero.
Nel corso della puntata del 27 luglio de La Rivista, il programma radiofonico disponibile su Rete Due, Hind Al-Shoubaki, curatrice del quarto numero di espazium quaderni dal titolo Città sospese | Waiting Cities, ha presentato i temi al centro della pubblicazione, dedicata al rapporto tra architettura ed emergenza.
«Il titolo richiama la contraddizione dei luoghi raccontati nel numero: nascono come risposta temporanea all'emergenza, ma spesso rimangono sospesi per decenni tra il provvisorio e il permanente. Pensando a un'emergenza immaginiamo qualcosa di breve durata, ma la realtà è molto diversa. Una strada del campo può diventare un mercato, una tenda può trasformarsi in una casa e un insediamento temporaneo può assumere i caratteri di una città definitiva, perché sono le persone, attraverso la loro vita quotidiana, a trasformare lo spazio», racconta Al-Shoubaki nel corso dell'intervista.
Nel quarto numero di espazium quaderni, Città sospese | Waiting Cities, l'emergenza viene indagata non come un evento eccezionale e circoscritto, ma come una condizione capace di produrre e trasformare lo spazio nel tempo. Attraverso saggi e contributi, il volume esplora il modo in cui campi profughi si evolvono in realtà urbane complesse, mettendo in discussione la tradizionale distinzione tra temporaneo e permanente. Dai campi palestinesi di Al-Wahat al campo di Zaatari in Giordania, il numero mostra come gli abitanti non siano soggetti passivi dell'emergenza, ma protagonisti della costruzione dello spazio, capaci di trasformare luoghi pensati come provvisori in territori vissuti, produttivi e socialmente articolati. Ne emerge un viaggio critico tra permanenza, trasformazione e ricostruzione nei contesti di conflitto.
L'episodio è disponibile al seguente link