Cen­to gior­ni di «Va­lue app» – un rap­por­to del team di svi­lup­po del me­to­do «Va­lue»

Lo scorso autunno, è stata lanciata la «Value app», cominciando con una fase pionieristica durante la quale finora sono stati inoltrati 119 progetti. Le prime analisi fanno emergere gli ambiti in cui questo strumento offre un orientamento affidabile e dove invece sono necessari ulteriori affinamenti.

Publikationsdatum
19-02-2026
Axel Paulus
dipl. Arch. ETH SIA, Dozent ETH Zürich, Partner arc experts

Nel settembre del 2025, con il lancio della fase di test pubblico della «Value app», la SIA ha reso accessibile per la prima volta a un vasto pubblico di specialisti il metodo «Value». Questa fase pionieristica serve a convalidare la base statistica ed è volutamente concepita come verifica in condizioni reali. Il metodo funziona se applicato a condizioni progettuali reali? I risultati sono comprensibili e rispecchiano in modo plausibile il tempo effettivamente necessario? Inoltre, l’app è idonea per essere utilizzata come strumento di lavoro e negoziazione condiviso, tanto per i committenti quanto per i progettisti?

L’idea del metodo «Value» nasce in origine presso l’ETH di Zurigo. Oggi il metodo è oggetto di ulteriori sviluppi, condotti in stretta collaborazione con la SIA. È importante chiarire un aspetto fondamentale: né l’ETH né arc experts hanno ricevuto dalla SIA il mandato o la legittimazione per sviluppare strategie o raccomandazioni tariffarie. La «Value app» non è uno strumento tariffario, poiché persegue l’unico scopo di determinare il tempo di lavoro necessario e verificarne la plausibilità, in maniera neutrale e conforme alle direttive della COMCO, ciò sia all’inizio che durante tutte le fasi del progetto. Lo strumento crea così una base di discussione trasparente per tutte le parti coinvolte.

Quadro di riferimento e basi metodologiche

Secondo le direttive della COMCO, la «Value app» non può presentare indicazioni temporali sistematicamente eccessive. Questo perché, in passato, simili modelli tariffari sono stati oggetto di ricorsi fondati sul diritto dei cartelli, in particolare per quanto riguarda la mancanza di trasparenza, valori di riferimento non chiari, un margine di discrezionalità limitato e basi non rappresentative.

In termini di contenuti, la «Value app» verte sulle prestazioni di base della norma SIA 102 «Regolamento per le prestazioni e gli onorari nell’architettura»; è in corso l’integrazione dei regolamenti SIA 103 per l’ingegneria civile e SIA 108 per l’ingegneria impiantistica per gli edifici, la meccanica e l’elettrotecnica. Seguirà il regolamento SIA 105 per l’architettura del paesaggio. Il metodo rinuncia intenzionalmente al modello basato sui costi di costruzione, criticato nel 2017, e valuta invece il tempo necessario per metro quadrato e tipologia edilizia. La valutazione è effettuata in modo adeguato per le fasi iniziali del progetto, nelle quali ci si sofferma soprattutto sul programma funzionale.

Fattori di aggiustamento qualitativi permettono di definire in modo più preciso il tempo impiegato in relazione al progetto, al processo e alla qualità, sulla base del Sistema Davos per la qualità nella cultura della costruzione. Inoltre, i fattori sono trasparenti, soggetti a giustificazione e garantiscono il necessario margine di discrezionalità, senza compromettere la neutralità del metodo.

La prima calibrazione è stata effettuata sulla base di oltre 1500 progetti di riferimento già conteggiati, rilevati dal Centro svizzero per la razionalizzazione della costruzione (CRB) e pubblicati in «Werk, Bauen und Wohnen». Sono stati analizzati esclusivamente gli scostamenti di oltre il ±10 per cento; differenze minori si considerano inseribili nel margine di discrezionalità. Con l’80 per cento di probabilità, gli intervalli di previsione riflettono la relazione tra superficie di piano e tempo necessario.

I risultati a cento giorni dall’inizio

Nei primi cento giorni, l’utenza della «Value app» ha presentato 119 progetti, di cui 107 sono stati analizzati. 83 progetti presentavano una deviazione di oltre il ±10 per cento dal rispettivo modello di base. È stata pertanto effettuata un’analisi più approfondita.

Gli scostamenti maggiori si riscontrano nei progetti di piccole dimensioni, con una superficie di piano inferiore ai 2000 m²: si tratta di un riscontro spiegabile statisticamente, già noto da precedenti valutazioni del KOF Institut. Per i progetti con una superficie di piano superiore a 8000 m², gli scostamenti per tutte le utilizzazioni rientrano nel parametro di riferimento del ±10 per cento. Emergono i seguenti risultati, ripartiti in base alle utilizzazioni:

  • Residenziale: fino a 2000 m² di superficie di piano, mediana +25 %; tra 2000 e 10 000 m² di superficie di piano, mediana +9 %; da 10 000 m² di superficie di piano, mediana +20 %;
  • Formazione e ricerca: fino a 5000 m² di superficie di piano, mediana +30 %, per superfici di piano superiori, mediana +10 %;
  • Assistenza e cura: valori stabili con mediana +2 %;
  • Lavoro: fino a 5000 m² di superficie di piano, mediana +86 %; per superfici di piano superiori, mediana –4 %;
  • Magazzino/produzione: attualmente non rappresentativi, poiché è stato possibile analizzare una sola serie di dati per ogni categoria.

Provvedimenti e ulteriori sviluppi

Per ridurre la dispersione nei progetti di piccole dimensioni, in futuro gli intervalli di previsione saranno aggiustati tempestivamente in base alla descrizione del progetto. Ciò permetterà di differenziare le tipologie edilizie caratteristiche (p. es. differenze tipologiche nelle case unifamiliari, negli asili, nei laboratori ecc.) sulla base della descrizione del progetto, e di identificare tali tipologie con i rispettivi intervalli di previsione. L’implementazione è prevista entro i prossimi tre mesi.

Come prossimo miglioramento si rielaborerà graficamente e funzionalmente l’inserimento dei fattori di aggiustamento. Si punterà poi su facilità d’uso, chiarezza e tracciabilità dei risultati.

Un’ulteriore semplificazione riguarda il modulo di inserimento dati, ora semplificato e snellito per richiedere soltanto le informazioni essenziali.

Alla fine dei primi cento giorni si può affermare che la «Value app» fornisce già previsioni affidabili e conformi alla COMCO. I margini di imprecisione rimanenti riguardano principalmente i progetti di piccole dimensioni. Sarà dunque indispensabile che la base di utenti si ampli sempre più per affinare ulteriormente i modelli di dati. Così facendo sarà possibile fornire basi dati più vicine alla realtà, a beneficio di tutte le parti interessate e come contributo teso a preservare la nostra cultura della costruzione di qualità.

La SIA ha redatto un articolo di accompagnamento al rapporto che aggiunge il punto di vista dell’associazione sullo stato attuale della «Value app». L’articolo è consultabile qui.