La re­sponsa­bi­li­tà am­bi­en­ta­le dell’in­geg­ne­ria ci­vi­le

Publikationsdatum
18-02-2026

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La crescente domanda di nuove infrastrutture, unita alla necessità di riqualificare il patrimonio costruito esistente e di preservare opere di rilevante valore materiale e storico-culturale, pone l’ingegneria civile di fronte a sfide complesse che, a un primo sguardo, potrebbero apparire nuove, ma che in realtà hanno costituito il fondamento dell’attività progettuale. Da sempre, infatti, l’ingegnere civile è stato chiamato a fornire soluzioni efficaci e funzionali, capaci di rispondere alle esigenze della società.
Il suo ruolo è stato tradizionalmente definito come quello del costruttore razionale, incaricato di garantire stabilità, sicurezza e funzionalità dell’opera attraverso un uso efficiente dei materiali e delle risorse disponibili. In passato, la sostenibilità, pur non essendo esplicitamente formulata come concetto autonomo, era implicitamente presente nella ricerca della durabilità, dell’economia dei mezzi e dell’adeguatezza strutturale.
L’industria delle costruzioni è tra i settori a maggiore impatto ambientale, con effetti rilevanti sul consumo di risorse naturali, sulla produzione di rifiuti e sulle emissioni legate alla produzione dei materiali e ai processi costruttivi. In questo contesto, il ruolo dell’ingegnere civile assume una valenza strategica. Egli è chiamato a integrare in modo consapevole e sistematico i principi della sostenibilità nella progettazione e nella realizzazione di opere e infrastrutture, con l’obiettivo di ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre l’impatto ambientale e garantire la compatibilità con il contesto naturale e sociale.
A monte di tutto ciò, l’impegno per la sostenibilità si concretizza in un coinvolgimento attivo nei processi decisionali strategici, dalla definizione della destinazione delle risorse e dalla gestione del territorio fino alla tutela del patrimonio naturale ed edificato. Il suo contributo è determinante anche nei contesti in cui vengono elaborati normative, standard e linee guida a supporto della pratica professionale, assicurando al contempo lo spazio necessario all’innovazione, motore imprescindibile della sostenibilità.

 

Lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera (SNBS): un approccio olistico

Per supportare efficacemente il processo di progettazione e realizzazione sostenibile, negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi strumenti sotto forma di standard, direttive, supporti informatici, pubblicazioni scientifiche e linee guida1. Tuttavia, l’efficacia di tali strumenti si manifesta pienamente solo se inseriti all’interno di un processo progettuale solido sul piano concettuale, aperto e capace di dialogare in modo costruttivo con le altre discipline.
SNBS si distingue dagli altri label per il suo approccio olistico, orientato agli obiettivi e ai risultati e applicato all’intero ciclo di vita dell’opera. Esso è esteso a edifici, quartieri e infrastrutture, dalla fase di progettazione fino alla demolizione o al rinnovo programmato. SNBS «Edificio» e SNBS «Quartiere» integrano e richiamano lo standard Minergie, il quale risulta tuttavia prevalentemente focalizzato sugli aspetti energetici e sul comfort abitativo e, di conseguenza, su tematiche quali l’isolamento termico, la tecnologia dell’edificio, l’impiego di energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni.
Oltre a tali ambiti, lo standard SNBS propone una concezione più ampia e articolata della sostenibilità, includendo il posizionamento dell’opera e il suo inserimento nel contesto territoriale e ambientale, nonché la considerazione delle ricadute sociali ed economiche del progetto.
SNBS «Infrastruttura» è attualmente ancora in una fase di sviluppo e si basa sulla Norma SIA 112/2 «Nachhaltiges Bauen – Tiefbau und Infrastrukturen»2.

 

La progettazione secondo lo standard SNBS per l’ingegnere civile

La valutazione della sostenibilità secondo SNBS si articola in tre aree principali: Società, Economia e Ambiente. Ogni area è suddivisa in temi, criteri e indicatori. Il processo di valutazione produce un livello di certificazione, che permette di confrontare progetti diversi e di rendere esplicita la qualità complessiva dell’intervento. In questo modo, lo standard funge sia da strumento di certificazione, sia da supporto alla progettazione e alle decisioni progettuali. Di seguito vengono analizzate sinteticamente le tre aree in riferimento allo standard SNBS «Edificio» dal punto di vista dell’ingegnere civile.
Nell’area «Società» sono considerati temi generali quali l’accessibilità, il benessere complessivo e la qualità dell’intervento e dell’uso. Il contributo dell’ingegnere civile in quest’ambito potrebbe apparire marginale; tuttavia, il suo ruolo di consulente e attore attivo nella progettazione concettuale è fondamentale per definire le basi strutturali e funzionali necessarie allo sviluppo di un’opera sostenibile.
Nell’area «Economia», i criteri richiedono un coinvolgimento più diretto nella progettazione. Tra questi si possono identificare elementi relativi ai costi del ciclo di vita dell’opera, alle possibilità di smontaggio e riuso, ai rischi naturali, all’accessibilità delle installazioni tecniche, nonché all’importante aspetto della flessibilità e polivalenza dell’edificio, che presuppongono un contributo centrale da parte dell’ingegnere civile.
Tuttavia, nell’area «Ambiente» l’ingegnere civile sembra poter esercitare l’influenza maggiore. In questo contesto vengono analizzati alcuni aspetti che, secondo il senso comune attuale, determinano in modo univoco se un’opera possa essere considerata virtuosa dal punto di vista della sostenibilità. Tra questi rientrano le emissioni di gas a effetto serra, il fabbisogno energetico per la costruzione e l’uso di materiali definiti ecologici. È importante sottolineare che, secondo la descrizione dei criteri SNBS-Hochbau3, nel criterio relativo ai materiali l’obiettivo denominato «Risparmio delle risorse nei materiali utilizzati» prende in considerazione esclusivamente il legno e il calcestruzzo riciclato come materiali ecologici. A differenza dello standard Minergie ECO, per il calcestruzzo non viene considerato l’impiego di cementi a basso contenuto di clinker, che comporterebbero un minore impatto ambientale. Nell’ambito della valutazione dei materiali da costruzione emerge inoltre un ampio margine per un futuro ampliamento e affinamento dei criteri adottati.
Alla luce di quanto descritto in precedenza, sembrerebbe che la via che porti alla progettazione e alla realizzazione di un’opera giudicata come sostenibile non sia tracciata a priori. L’analisi dei requisiti proposti evidenzia infatti una certa interdipendenza tra di essi, che può in parte ostacolare il loro pieno e simultaneo soddisfacimento. Alcuni esempi possono chiarire questa dinamica. Una struttura realizzata con materiali ecologici, in uno specifico contesto, potrebbe non rappresentare la soluzione più efficiente in termini di quantità di materiali impiegati o di emissioni di gas a effetto serra. Analogamente, una struttura flessibile e generosa, concepita per consentire una facile riorganizzazione degli spazi e una futura riconversione, non è necessariamente compatibile con un ridotto impiego di energia grigia e con basse emissioni. Allo stesso modo, sistemi costruttivi orientati alla minimizzazione dei materiali, quali solette nervate o travi in legno abbinate a elementi secondari, possono rivelarsi meno favorevoli in relazione all’integrazione degli impianti e alla flessibilità d’uso nel tempo.

Secondo lo standard SNBS, la valutazione tende quindi a premiare una certa polivalenza e multifunzionalità della struttura. In questo contesto, scelte radicali o fortemente indirizzate, ad esempio nella selezione dei materiali o nella tipologia strutturale, rischiano di penalizzare la valutazione complessiva della sostenibilità rispetto a un approccio più equilibrato e ponderato. Ciò dovrebbe tuttavia costituire uno stimolo per chi guarda con scetticismo ai nuovi standard: il potenziale per perseguire gli obiettivi di sostenibilità, senza ricorrere a soluzioni preconfezionate né a ingenti investimenti economici supplementari, è infatti concreto.
È in ogni caso evidente che, anche in presenza di criteri di valutazione prestabiliti, sussiste un ampio margine per la ricerca di soluzioni alternative, innovative e non convenzionali. Ciò presuppone tuttavia che anche gli parametri di valutazione siano in grado di adattarsi ed evolversi nel tempo, in modo coerente con i principi della sostenibilità.

 

Considerazioni generali sul ruolo dell’ingegnere civile nell’era della sostenibilità

  • Gli edifici, da opere architettoniche e statiche, si stanno progressivamente trasformando in macchine o sistemi complessi, costituiti da una molteplicità di componenti spesso caratterizzate da una durata di vita limitata. In questo contesto la funzionalità e la razionalità della struttura occupano un punto fermo e centrale nel progetto. In tale prospettiva il ruolo dell’ingegnere si conferma, oggi come in passato, fondamentale.
  • Ciò che a una prima lettura potrebbe apparire come una sorta di «chiamata alle armi» si configura in realtà come un richiamo ai valori originali dell’ingegneria. La modalità operativa dell’ingegnere è infatti, per sua natura, orientata a criteri di sostenibilità; tuttavia, nel contesto contemporaneo, le possibilità d’intervento si sono ampliate e gli impulsi progettuali si sono intensificati, estendendosi in misura crescente alla dimensione ecologica. Costruire o rinnovare implica ipotecare spazio e costituisce, di per sé, un atto che dovrebbe innanzitutto sollecitare una profonda presa di coscienza da parte del progettista e tradursi in scelte progettuali coerenti con il contesto specifico e capaci di generare valore nel tempo. Questo contributo è determinante per la realizzazione di opere realmente sostenibili.
  • Nella considerazione della sostenibilità, è imprescindibile guardare al patrimonio costruito come risorsa che può contribuire non solo a limitare l’occupazione di nuovo territorio, ma anche a ridurre lo sperpero di materie prime e le emissioni legate alla costruzione4. L’ingegnere civile valuta il patrimonio esistente e contribuisce a interpretarlo da una prospettiva rinnovata.
  • L’impegno del committente è fondamentale e viene ripagato nel tempo. La scelta di realizzare un progetto di qualità, con un elevato comfort d’uso per gli utenti, sviluppato ed eseguito secondo criteri di sostenibilità, incrementa il valore materiale e immateriale dell’opera. Affidandosi inoltre a un gruppo interdisciplinare di professionisti qualificati, oppure selezionandoli tramite procedure strutturate quali mandati di studio o concorsi di progettazione, il committente si assicura un investimento sicuro, duraturo e resiliente.
  • Esistono inoltre aspetti concettuali, sociali e urbanistici che appartengono a un livello superiore nella gerarchia dei processi di progettazione, aspetti che lo standard SNBS considera esplicitamente. La sostenibilità rappresenta oggi un elemento imprescindibile e deve essere riconosciuta come tale. In questo contesto, è tuttavia fondamentale evitare il rischio di rovesciare la logica progettuale, adottando a priori soluzioni imposte o standardizzate. Un’opera realmente sostenibile è un’opera destinata a essere riconosciuta nel tempo come valida, un’opera che nessuno avvertirebbe mai l’esigenza di demolire.

Riferimenti

1. NNBS. 2021. SNBS-Hochbau: Landkarte, Standards und Labels nachhaltiges Bauen Schweiz. Netzwerk Nachhaltiges Bauen Schweiz.

2. SIA, Schweizer Ingenieur- und Architektenverein. 2016. SIA 112/2, Nachhaltiges Bauen – Tiefbau und Infrastrukturen. Zürich, Schweiz.

3. SNBS. 2024. SNBS-Hochbau: Kriterienbeschrieb – Nutzungsarten Wohnen, Verwaltung, Bildungsbauten, Ge-werbenutzung im Erdgeschoss. Standard Nachhaltiges Bauen Schweiz.

4. Muttoni A., 2025. Conoscere e capire il passato industriale ticinese per poter meglio riqualificare e valorizzare ciò che rimane. Intervento presentato al VII Seminario di Studio SIA Ticino, Rivitalizzazione del patrimonio in-dustriale per nuovi scenari urbani, SUPSI, Mendrisio, Svizzera