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Il nuovo numero di Archi, Case da vivere | Homes to live with, esplora la casa unifamiliare come spazio di sperimentazione e riflessione sul vivere contemporaneo, tra desideri individuali, nuovi modelli di comfort e architetture che dialogano con il presente.
Il nuovo numero di Archi, dal titolo Case da vivere | Homes to live with, torna ad affrontare il tema della casa unifamiliare: un paradigma abitativo a lungo prediletto da professionisti e studiosi della disciplina, che ha visto di recente un passaggio a un ruolo subordinato rispetto alle più recenti esperienze di abitare collettivo, conseguenti ai cambiamenti sociali, ambientali ed economici del nostro presente.
Co-curato da Matteo Moscatelli e Luca Molinari, l’ultimo numero del 2025 - nonché ultimo numero di Archi prima del suo rinnovamento di immagine - riprende un tema protagonista di numerose uscite passate, “riconoscendo il valore di alcune nuove realizzazioni che hanno saputo misurarsi con le questioni emergenti della contemporaneità”, come scrive nel suo saggio introduttivo Matteo Moscatelli.
Il numero si propone come una riflessione dedicata a una tipologia prediletta per la sperimentazione architettonica, in cui, riprendendo le parole dei direttori Stefano Milano e Andrea Nardi, diventa possibile riconoscere i desideri individuali e individuare i mutati bisogni di comfort e socialità.
La selezione di progetti presentati intende mettere in evidenza l’eterogeneità dell’architettura della residenza unifamiliare attraverso un ventaglio di quattro esempi significativi, sia sul piano locale, come la Casa a San Nazzaro a Gambarogno, completata nel 2021 da Wespi de Meuron Romeo, e la Cà del Tero / Casa Cortile a Minusio (2022) di Bartke Pedrazzini, sia su un piano più ampio, nazionale e internazionale, con la Casa a Baden presso Vienna (2024) di Balissat Kaçani con Jann Erhard e la Casa Bula a Schüpfen (2024) di Bearth & Deplazes Architects.
Nelle parole di Luca Molinari, “Ogni progetto è il prodotto dell’ambiente culturale ed economico che rappresenta e ogni architettura è organismo vivente che si modifica sotto la pressione della presenza dei viventi. Ogni progetto per villa diventa così un frammento utile per leggere come cambia la nostra relazione con l’idea di abitare, da soli e insieme, in un mondo che presenta sfide importanti per il nostro futuro”.
In una riflessione distante da quella che identifica la casa unifamiliare come un “lusso elitario”, la selezione di progetti del numero, in uscita il 15 novembre, intende riaccendere un interesse verso le «case con cui si vive» e non solo verso le «case in cui si vive», riflettendo sulla composizione spaziale come strumento per comprendere e trasformare il vivere contemporaneo.