Tras­for­ma­zione at­tra­verso un dia­logo pa­ri­ta­rio

Alla ricerca di qualità finora invisibili: un progetto di ricerca della Scuola universitaria professionale di Berna sfrutta il metodo delle cultural probe (o sonde culturali) per combinare percezioni soggettive e conoscenze specialistiche. Questo dovrebbe portare a un maggiore apprezzamento del patrimonio costruito.

 

Date de publication
08-01-2026
Merle Ibach
Designethnografin an der Hochschule der Künste Bern, erforscht partizipative Methoden zur nachhaltigen Transformation und koordiniert im Rahmen des NFP 81 das Forschungsprojekt «Baukultur gestalten»

Situato tra la pianura e l’altopiano, il piccolo villaggio agricolo di Vesin nel Cantone di Friburgo è immerso in un paesaggio culturale intatto. Visto da sud, si presenta con una silhouette armoniosa: file di facciate fiancheggiano la strada principale, mentre un vecchio tiglio segna il centro del paese. Nonostante alcuni cambiamenti strutturali, Vesin mantiene un autentico carattere rurale. Ma come è possibile comprendere i valori vissuti da una comunità al di là della protezione degli insediamenti? E come si potrebbe in questo modo preservare il patrimonio esistente e al contempo renderlo adatto al futuro?

Il progetto di ricerca «Shaping Baukultur: value-based and participatory», nel quadro del programma nazionale di ricerca «Baukultur» (NFP 81), studia in che modo i valori individuali e collettivi possono confluire nella valutazione del patrimonio edilizio. Gli edifici esistenti sono portatori di storie, ricordi e identità, e al tempo stesso rappresentano risorse per un futuro sostenibile. Il progetto considera la Baukultur – intesa secondo la definizione della Dichiarazione di Davos (2018) e della Strategia sulla cultura della costruzione della Confederazione (2020) – come chiave di una trasformazione globale e di alta qualità dell’ambiente costruito. Tale trasformazione può compiersi solo fornendo alle persone gli strumenti per riconnettersi con i propri luoghi e contribuire attivamente al loro sviluppo.

È qui che entra in gioco il metodo partecipativo delle cultural probe. Attraverso strumenti creativi come mappe, disegni o fotografie, la popolazione locale viene incoraggiata a condividere le proprie prospettive personali su edifici e luoghi. In questo modo emerge un’immagine articolata di ciò che paesi come Vesin rappresentano per le persone che vi abitano. Il loro ruolo di figure esperte della propria vita quotidiana viene riconosciuto, permettendo un coinvolgimento paritario nei processi decisionali. I metodi di valutazione impiegati finora si concentrano soprattutto su risorse materiali, consumo energetico o rilevanza storica, mentre i valori emotivi, sociali e quotidiani generalmente non vengono presi in considerazione. Per contro, le cultural probe stimolano la riflessione e mettono in evidenza qualità che nella pianificazione quotidiana spesso non vengono notate.

Attualmente il team di progetto della Scuola universitaria professionale di Berna guidato da Nina Mekacher sta mettendo alla prova questo approccio di citizen science in diversi casi di studio, nei quali popolazione residente e figure professionali vengono coinvolte congiuntamente nella valutazione e nell’attivazione del potenziale edilizio. In collaborazione con il Cantone di Friburgo e la Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA), è anche in corso una valutazione di come sia possibile perfezionare le linee guida esistenti – per esempio la specifica tecnica SIA 2017 «Conservation value of constructions» – per giungere a un nuovo standard.

L’obiettivo è radicare in futuro procedure partecipative e basate su valori nelle basi di valutazione, nelle norme e nei percorsi di formazione. In questo modo si mira a far sì che la gestione del patrimonio edilizio possa poggiare su fondamenta solide non solo a livello tecnico ed economico, ma anche culturale. Combinando percezioni soggettive e conoscenze specialistiche, si ottiene una nuova sensibilità verso la Baukultur, intesa non solo come conservazione statica, ma come processo di riflessione comune e negoziazione del significato.

 

Merle Ibach è etnografa del design presso la Scuola universitaria d’arte di Berna. Studia i metodi partecipativi di trasformazione sostenibile e coordina il progetto di ricerca «Shaping Baukultur» nel quadro del PNR 81.

Il programma nazionale di ricerca «Baukultur» (PNR 81) del Fondo nazionale svizzero comprende 13 progetti di ricerca dedicati alla Baukultur. Dopo il bando pubblicato nel 2023 e la selezione dei progetti nel 2024, dall’inizio del 2025 è in corso la fase di ricerca, che si protrarrà per cinque anni fino al 2030. Il comitato direttivo del PNR 81 è composto da dieci esperte ed esperti provenienti dalla Svizzera e dall’estero, sotto la guida della Prof. Paola Viganò dell’EPFL.

www.nfp81.ch

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