«Sul lungo pe­riodo una cura con­ti­nua dei mo­nu­menti con­viene»

Intervista a Flavia Flückiger a cura di Caspar Schärer

Il progetto di ricerca «Cultural Heritage needs Continuous Care» ha un obiettivo ambizioso: intende stabilire niente di meno che nuove linee guida per la cura dei monumenti culturali. Una restauratrice del team è riuscita a far aderire al progetto praticamente tutti i servizi cantonali addetti alla conservazione dei monumenti storici della Svizzera tedesca.

 

Signora Flückiger, Lei fa parte del progetto di ricerca «Cultural Heritage needs Continuous Care» della SUPSI di Mendrisio in qualità di restauratrice. Di cosa si sta occupando al momento?

Con il nostro progetto intendiamo promuovere la cura regolare dei beni culturali. Attraverso un’attività costante di controllo e manutenzione, questi ultimi possono essere conservati in buone condizioni più a lungo, a costi inferiori e preservando la loro autenticità storica. Dobbiamo promuovere la manutenzione come prassi consolidata, analogamente a quanto avviene con la prevenzione per la tutela della nostra salute. Faccio parte del team centrale del progetto di ricerca supervisionato da Giacinta Jean e sono responsabile della nostra attività nella Svizzera tedesca. La squadra comprende anche Francesca Piqué e Julian James con le sue collaboratrici Cécile Roulin e Lucia Huguenin, che si occupano rispettivamente del Ticino e della Romandia. Possiamo inoltre contare sul supporto di Francesca Cellina, Luca Morici e Rebecca Bertero per quanto riguarda la comunicazione e l’interazione con i partner di progetto. In questa fase iniziale dell'iniziativa, il mio compito è prendere contatto e dialogare con i nostri partner attivi sul territorio nella Svizzera tedesca.

Ciò significa che il progetto copre effettivamente tutta la Svizzera. Chi sono i partner del progetto?

Una parte corposa e rilevante dei nostri partner di progetto è composta dai 26 servizi cantonali addetti alla tutela dei monumenti storici. Il nostro obiettivo è sviluppare linee guida per concrete misure di manutenzione continua dei beni culturali, e a tal fine abbiamo naturalmente bisogno dell’esperienza e degli input di chi lavora sul campo, tra cui le e i sovrintendenti cantonali ai monumenti. Sul versante operativo, collaboriamo inoltre con l’Associazione svizzera per la conservazione ed il restauro, mentre lato proprietari ci confrontiamo con Domus Antiqua Helvetica. La Rete svizzera per il patrimonio culturale e Heimatschutz Svizzera ci sostengono e assistono nel processo. I risultati per le linee guida vere e proprie dovranno infine essere acquisiti dalla Commissione federale dei monumenti storici e divulgati mediante una pubblicazione.

Se capisco bene, nonostante i servizi competenti siano deputati alla tutela dei monumenti storici non esistono ancora linee guida per la cura dei beni culturali.

Questa affermazione è forse un po’ tranchant, ma sostanzialmente non è scorretta. In una prima fase abbiamo preso in esame i riferimenti legali e finanziari dei Cantoni, constatando che nella legislazione cantonale effettivamente non c’è praticamente alcun accenno relativo alla cura regolare. Nonostante si parli di un obbligo di manutenzione – che ovviamente vale anche per i proprietari di diritto pubblico – molti Cantoni rimandano a livello pratico a proprietari privati. Eventuali contributi finanziari sono previsti solo laddove gli oneri di tutela dei monumenti comportino costi supplementari. A fronte di una ridotta disponibilità di incentivi, diventa naturalmente difficile convincere i proprietari privati a rivedere il proprio approccio. In altre parole, si preferisce investire in misure una tantum con un risultato chiaramente visibile, nonostante sul lungo periodo risultino più costose e invasive.

Lei parla di manutenzione. Qual è la differenza rispetto al concetto di conservazione?

Beh, questa è la seconda cosa che abbiamo capito ben presto. Non vi sono definizioni ufficiali di cosa si intenda di preciso per manutenzione e conservazione. A tale proposito sono interessanti le differenze fra le regioni linguistiche: in italiano e in francese si usano principalmente concetti specifici come «manutenzione» ed «entretien», mentre in tedesco esistono molti termini diversi. Espressioni tedesche come «Unterhalt», «Pflege», «Instandhaltung» o «Instandstellung» sono in parte utilizzate come sinonimi, in parte distinte fra loro. Il concetto di «Nachsorge» (o «monitoraggio»), di cui si parla nei Principi per la tutela dei monumenti storici in Svizzera del 2007, non è affatto utilizzato.

Il titolo inglese del progetto di ricerca parla di «continuous care». Con questo termine intendo la manutenzione costante e non un grande intervento di risanamento che preveda impalcature attorno all’intero edificio.

È interessante anche dare uno sguardo a quello che avviene per la protezione della natura, dove l’attività di cura va da sé. Ciò è legato, ovviamente, alle caratteristiche dell’oggetto della cura, che è soggetto a cambiamenti più rapidi. La conseguenza è che gli interventi regolari per la tutela di riserve naturali e parchi appaiono del tutto appropriati. Per quanto riguarda la conservazione dei giardini storici, la gestione e la manutenzione sono pratiche ormai consolidate, ma è comunque possibile tracciare un parallelismo con la cura dei monumenti culturali. Sul lungo periodo è infatti più sensato e conveniente puntare su una manutenzione continua dei monumenti, che consente di individuare prima i danni e attuare misure più contenute, permettendo inoltre di rinviare, se non addirittura di evitare del tutto, un oneroso restauro di grande entità.

Prima ha detto di essere responsabile per i partner di progetto nella Svizzera tedesca. Cosa significa concretamente?

Stabilisco un collegamento con i servizi addetti alla conservazione dei monumenti in 21 Cantoni. Le mie colleghe di team stanno facendo lo stesso per la Svizzera francese e italiana e ci teniamo regolarmente in contatto. Alcuni dei Cantoni collaborano con noi già dalla fase di candidatura per il programma nazionale di ricerca «Baukultur», mentre con gli altri abbiamo preso contatto nel corso dell’estate. A seguire, tutti i servizi cantonali hanno ricevuto un questionario mediante il quale abbiamo rilevato la specifica situazione locale a livello legale e finanziario, così come le modalità di promozione dei lavori di manutenzione (se presenti). Il riscontro e i feedback sono sostanzialmente positivi: le e i soprintendenti ai monumenti accolgono con favore un cambio di paradigma sotto questo profilo. Alla fine di ottobre si svolgerà un workshop nel quale presenteremo i risultati consolidati e discuteremo con i partner attivi sul territorio in merito ai punti da cui intendiamo partire.

Questo comporta condurre molti colloqui di persona, al telefono e via e-mail. Come restauratrice, abituata a lavorare con materiali e ambienti, come si trova in questo ruolo?

Nel mio lavoro quotidiano in cantiere sono solita collaborare con figure specializzate molto diverse fra loro. Come restauratrice fungo spesso da interfaccia fra professionisti e professioniste dell’architettura, dell’artigianato, della conservazione dei monumenti e della ricerca nell’ambito delle costruzioni. Questo ruolo comprende automaticamente molti colloqui e compiti di coordinamento. Ad ogni modo, per una volta mi piace molto essere più attiva a livello comunicativo nel quadro di questo progetto. La nostra ricerca riunisce molte persone che condividono gli stessi valori e vantano un’ampia esperienza, ma al tempo stesso sono interessate a perfezionarsi ulteriormente. In linea di principio, tutti sono d’accordo, ma a livello pratico la conservazione viene attuata solo di rado. È necessario fornire istruzioni e supporto tecnico affinché i proprietari possano avviare questo processo positivo.

Flavia Flückiger è conservatrice/restauratrice MA/SCR con un proprio studio a Berna. Nel 2018 ha concluso un master in conservazione e restauro in parallelo all’attività professionale e dal 2020 gestisce un proprio atelier di restauro a Berna. Al tempo stesso lavora come collaboratrice scientifica per il progetto di ricerca «CH needs CC» nel quadro del programma nazionale di ricerca PNR 81 e insegna presso la Scuola universitaria d’arte di Berna. Flavia Flückiger fa parte dell’Associazione svizzera per la conservazione e il restauro (SCR).

Il programma nazionale di ricerca «Baukultur» (PNR 81) del Fondo nazionale svizzero comprende 13 progetti di ricerca dedicati alla Baukultur. Dopo il bando pubblicato nel 2023 e la selezione dei progetti nel 2024, dall’inizio del 2025 è in corso la fase di ricerca, che si protrarrà per cinque anni fino al 2030. Il comitato direttivo del PNR 81 è composto da dieci esperte ed esperti provenienti dalla Svizzera e dall’estero, sotto la guida della Prof. Paola Viganò dell’EPFL.

www.nfp81.ch

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