Paolo Za­nini (1871-1914): quat­tro opere per­dute

Date de publication
14-07-2022

Percorrendo il lungolago di Lugano, arrivati all'angolo con via Domenico Fontana oggi appare una brulla distesa di terra, non un albero, non una pietra. Si aspettano le gru, le ruspe e gli scavatori. Presto vi saranno costruiti palazzi con abitazioni di prestigio, vista impagabile, prezzi altrettanto. Ma anche in questo pezzetto di territorio abbandonato alla speculazione si cela una piccola storia.

La Fondazione Archivi Architetti Ticinesi ha ricevuto in donazione il fondo Paolo Zanini, costituito soprattutto dai suoi lavori giovanili. Abbiamo setacciato gli archivi, in particolare luganesi, per ricostruire il percorso dell'architetto e trovato 33 progetti a Lugano, dei quali almeno 30 realizzati (e 14 ormai demoliti). Quattro progetti riguardavano proprio questa proprietà: secondo l'Inventario Svizzero di architettura (INSA) vi sorgeva una dépendence dell'Hotel Bellevue (in seguito l'albergo Bellariva) in un edificio di Zanini del 1905; secondo Il nostro paese1 vi sorgeva «Villa Maria» opera di Paolo Zanini del 1911.

Ma la costruzione da poco demolita quasi sicuramente non è di Zanini, non è stata costruita né nel 1905 né nel 1911 ed era in origine la residenza della famiglia Viglezio (come testimoniato anche dal cartiglio che si trovava sull'entrata principale).

In effetti il primo dei progetti di Zanini per la signora «Luigina ved.va fu Ant.nio Viglezio» è del 1905 ma concerneva la ristrutturazione e la sopraelevazione di un «villino» sito nella proprietà, un po' discosto, nella zona dove oggi si intravedono i vecchi terrazzamenti. La mano di Zanini è riconoscibile: la costruzione molto semplice, originariamente dipinta in rosso mattone aveva sull'apertura del prospetto principale un coronamento ad arco con un elemento aggettante molto deciso e sui prospetti laterali quelle cornici di finestre classiche ma fortemente appiattite e modernizzate con l'uso della pietra artificiale, così care a Zanini. Una riproposta in chiave semplificata degli elementi della facciata della Casa delle Monache di via Pestalozzi, da poco terminata.

Nel 1906 Zanini interviene nuovamente con un progetto per una «Veranda e restauro appartamento»2 ai margini della proprietà: il progetto, contenuto in due tavole sbiaditissime, sembra rifarsi a un precedente casolare, quasi sicuramente di uso agricolo, identico nella volumetria, lungo e stretto, appoggiato al confine della proprietà. Nel 1938, sempre con l'identica volumetria fu costruita una casa in pietra, che poteva essere di Mario Chiattone ma non lo era. Anche questo edifico è stato demolito.

La villa vera e propria invece, costruzione modesta dal punto di vista decorativo rispetto all'esuberanza di altre ville coeve di via Fontana, come quella di Somazzi al numero 14, non appare nel registro delle domande di costruzione del Comune di Lugano e dunque è assai probabile che fosse anteriore al 1904, anno a partire dal quale esiste un registro. Ma non ha caratteristiche che la possano identificare come opera di Zanini: il timpano sopra la finestra centrale e le conchiglie che ornano il coronamento superiore sono elementi che Zanini non ha mai usato, se non nei progetti scolastici di Brera. Però intervenne nel 1912 su quello stabile aggiungendo un corpo scale, una balaustra a coronamento del tetto e di nuovo nel 1913 con una veranda fronte lago con pilastri a capitelli corinzi3 (ma chissà se davvero realizzate su suo disegno… il dubbio è lecito: lo stile non è il suo, Zanini morirà l'anno successivo e già nel caso del suo ultimo lavoro, il pretorio di Mendrisio realizzato da Ernesto Quadri, l'ornamentazione delle facciate fu pesantemente modificata).

Non conosciamo le successive vicende proprietarie degli edifici descritti: prima dell'abbandono definitivo nella villa si installò un ristorante cinese del quale forse alcuni ricordano i wonton o il pollo ai germogli di soja...

Paolo Zanini architetto: Cevio Museo di Valmaggia

 

01.04.2022 - 30.10.2022

 

La mostra, curata dalla fondazione Archivi Architetti Ticinesi, esplora la figura di Paolo Zanini. Cavergnese d'origine, Zanini si profila agli inizi del Novecento come un architetto influente nel panorama ticinese. Le sue opere spaziano sull'intero territorio cantonale, dalla Valmaggia a Lugano, dove è autore del Cimitero monumentale della Città, fra i più importanti della Svizzera. La mostra si avvale di un ricco archivio di documenti originali donati dagli eredi e da documenti provenienti da archivi pubblici e privati, completati da scritti di storici dell'architettura e dalle fotografie contemporanee scattate da Marcelo Villada Ortiz.

Note

 

1 «Il nostro paese», settembre 2010, in un elenco di edifici che il Comune di Lugano aveva deciso di non proteggere.

 

2 Di questo progetto, registrato a Lugano con il nome del progettista sbagliato, era facile perdere le tracce…

 

3 Non si hanno i disegni di Zanini, ma solo una menzione trovata all'Archivio storico della Città di Lugano da Riccardo Bergossi, grande conoscitore delle architetture luganesi – e non solo – che ci ha aiutato a districarci in questa vicenda.