Una bussola per lo sviluppo territoriale
Nel suo nuovo documento di posizione sullo sviluppo territoriale la SIA precisa il proprio punto di vista su un tema fondamentale. Nella seguente intervista, Barbara Wittmer e Sarah Schalles, copresidenti del consiglio di esperti Pianificazione del territorio e membri del Comitato SIA, illustrano i principi su cui poggia questo importante documento.
Intervista a cura di Sarah Mettan, responsabile Pianificazione del territorio, gruppo professionale Ambiente (BGU) presso la SIA, e Jasmine Scheidegger, specialista Comunicazione / Content Manager presso la SIA
Ai documenti «Protezione del clima, adeguamento ai cambiamenti climatici ed energia», «Formazione per una trasformazione sostenibile dell’ambiente di vita», «Paesaggio» e «La cultura della costruzione. Una sfida della politica culturale» si viene ora ad aggiungere un nuovo documento di posizione dedicato allo sviluppo territoriale. Per quale motivo si è resa necessaria la sua stesura?
Barbara Wittmer: Con la costituzione del consiglio di esperti Pianificazione del territorio, nel 2022, si è subito capito che c’era bisogno di formulare una posizione condivisa sulle grandi questioni dello sviluppo territoriale. La pianificazione del territorio è un ambito che tocca molte discipline e interessi diversi, generando un marcato impatto sulla società. Finora mancava però un documento che riassumesse i valori fondamentali e gli obiettivi chiave della SIA e che potesse servire da quadro di riferimento in materia. Ora, con il documento di posizione sullo sviluppo territoriale, tale lacuna è stata pienamente colmata.
Il consiglio di esperti Pianificazione del territorio è un gremio strategico che riflette sul lungo periodo. Nell’elaborazione del nuovo documento di posizione, quali sono gli aspetti a cui il gremio ha dedicato particolare attenzione?
Barbara Wittmer: La composizione del consiglio di esperti è volutamente interdisciplinare, i suoi membri appartengono ai più diversi settori. Ogni collega ha apportato un punto di vista differente sulla pianificazione e sullo sviluppo del territorio, attingendo alla propria esperienza professionale, acquisita nell’una o nell’altra regione linguistica. Questa eterogeneità si è dimostrata vantaggiosa nell’elaborazione del documento di posizione. Ci siamo ritrovati ben presto immersi in un processo di riflessione dal quale sono emersi i temi centrali che oggi definiscono il nuovo documento.
Quali sono i tratti distintivi del documento di posizione?
Sarah Schalles: Il grande punto forte è la prospettiva globale. Il documento vuole essere una bussola per lo sviluppo territoriale nel suo insieme, al centro vi sono l’interdisciplinarità e la ponderazione dei vari interessi in gioco. Di fatto, quello dello sviluppo territoriale è un tema che non riguarda solo l’ambiente costruito, ma include anche il paesaggio, la biodiversità, la mobilità, le risorse e gli sviluppi sociali. Questi ambiti vanno considerati nel loro insieme e non separatamente.
Barbara Wittmer: Per me questo documento di posizione è il leitmotiv che accompagna la nostra comprensione del territorio. Abbiamo scelto, consapevolmente, di non scrivere un testo che si ispirasse a tendenze del momento. Infatti, il documento formula principi validi sul lungo periodo e che potranno offrire un orientamento anche in futuro.
Qual è il messaggio centrale?
Barbara Wittmer: Che dobbiamo considerare il territorio come un tutt’uno.
Sarah Schalles: E che la buona riuscita dello sviluppo territoriale dipende fortemente dal saper collaborare al di là dei confini esistenti tra le varie discipline.
Come si traducono in azioni concrete questi principi che appaiono piuttosto astratti?
Sarah Schalles: Il documento di posizione è utile per definire la cornice generale in cui inquadrare le decisioni e stabilire le priorità. Con questo documento ci viene ricordato di non ragionare per singole discipline o per compartimenti stagni, ma di cercare e riconoscere le interrelazioni. È una guida per i progetti, le discussioni politiche e i processi di pianificazione.
Può farci un esempio?
Sarah Schalles: Un buon esempio tratto dal documento di posizione è la questione dell’utilizzo del suolo. Dato che le superfici disponibili sono limitate, il suolo va gestito con grande attenzione, bisogna proteggere gli spazi liberi e ambire a uno sviluppo centripeto di qualità. Il nuovo documento ci suggerisce quale approccio di base adottare.
Il documento di posizione va inteso come un punto di arrivo o di partenza?
Barbara Wittmer: È chiaramente un punto di partenza. Il documento formula approcci fondamentali da cui possono scaturire ulteriori riflessioni. Per esempio, c’è un particolare bisogno di approfondire la questione della mobilità, giacché si tratta di un tema che influisce praticamente su tutti gli ambiti dello sviluppo territoriale. Le nuove offerte di trasporto modificano l’attrattiva di varie località e dunque anche la domanda di superfici. Ecco perché stiamo studiando in chiave strategica e lungimirante il progetto del Consiglio federale per l’infrastruttura nazionale dei trasporti «Trasporti ’45». Anche a questo proposito il documento costituisce uno zoccolo comune, su cui riflettere e da cui partire per dare vita a dibattiti e prese di posizione più approfondite.
Come influisce il documento di posizione sul lavoro politico della SIA?
Sarah Schalles: Il documento crea legittimazione e offre un orientamento. Chi si esprime a nome della SIA prendendo posizione può farlo basandosi su una visione ampiamente condivisa. Allo stesso tempo, il documento funge da quadro di riferimento per i progetti portati avanti dall’associazione. Ad esempio, guardando da vicino il Piano d’azione SIA per il clima, l’energia e le risorse, possiamo notare che i contenuti completano quelli del documento di posizione, e viceversa. Ciò attesta la coerenza dei contenuti diffusi dalla SIA.
Il documento di posizione pone fortemente l’accento sulla sostenibilità. Come convincere della giustezza dell’approccio anche quei progettisti per cui la sostenibilità riveste invece un’importanza solo marginale?
Barbara Wittmer: In alcuni casi, la sostenibilità è vista come una limitazione. Di fatto, però, mettere l’accento sulla sostenibilità può risultare vantaggioso sotto il profilo economico. La committenza è disposta a pagare di più per usufruire di spazi altamente qualitativi. La qualità dello sviluppo centripeto degli insediamenti – cioè con spazi liberi esteticamente piacevoli, progettati in modo attento e in grado di offrire un’elevata qualità di vita – fa crescere il valore degli immobili sul lungo periodo.
Dunque, secondo lei, lo sviluppo territoriale può essere inteso anche come l’espressione di una cultura della costruzione di qualità?
Barbara Wittmer: Sì, assolutamente. Nello sviluppo territoriale bisogna sempre ponderare diversi interessi. Il documento di posizione aiuta a condurre queste discussioni muovendo da una base comune, nell’ottica di trovare possibili soluzioni. Ed è proprio questo che significa vivere la cultura della costruzione.
A quali progetti della SIA si ricollega il documento di posizione, in termini di coerenza dei contenuti?
Sarah Schalles: Sicuramente al Piano d’azione SIA per il clima, l’energia e le risorse, che indica la strada verso un settore della progettazione e della costruzione a impatto climatico zero. E poi, è chiaro, anche al Prix SIA. I progetti in concorso e premiati dimostrano che i principi fissati nel documento di posizione trovano già un riflesso nella pratica. Molti progetti del Prix SIA, infatti, riguardano il riuso, la densificazione o la gestione oculata delle risorse esistenti. Al riguardo, gioca un ruolo cruciale la qualità degli spazi esterni. Non si tratta di considerare unicamente i singoli edifici, ma di guardare come si inseriscono in un contesto più ampio, quello legato al territorio. I progetti dimostrano che è possibile rendere sostenibile lo sviluppo territoriale. Sono modelli da seguire e fungono da fonte di ispirazione per gli sviluppi futuri.
Per quali sfide legate allo sviluppo territoriale occorre trovare con urgenza soluzioni durevoli?
Barbara Wittmer: La sfida principale consiste nel preservare e sviluppare un ambiente di vita progettato all’insegna della sostenibilità, tutto ciò mentre le superfici disponibili sono sempre più sotto pressione. La popolazione cresce, le esigenze aumentano e al contempo lo spazio libero si riduce sempre di più. Affinché la crescente densità non pregiudichi la qualità del nostro ambiente di vita, occorre integrare maggiormente nella progettazione gli aspetti legati alla biodiversità, agli spazi liberi e alla qualità di vita. Le sfide diventano più complesse e richiedono nuove forme di collaborazione nella progettazione. In un certo senso si tratta anche di un cambiamento di paradigma.
Sarah Schalles: Vorrei ribadire questo punto: dobbiamo accettare l’esistenza di chiare limitazioni dal punto di vista del territorio. Ciò rende ancora più importante la questione su come gestire le risorse, che non sono infinite. Allo stesso tempo servono più dialogo e processi collaborativi: molti conflitti nascono perché alcuni importanti protagonisti sono coinvolti troppo tardi, mentre laddove fin dall’inizio ci si appella a discipline diverse, cercando insieme soluzioni di ampia portata, ecco nascere progetti di successo.
Che ruolo riveste la SIA alla luce di queste considerazioni?
Sarah Schalles: La SIA può fungere da guida, può trasmettere il sapere e sviluppare nuovi strumenti. Può dare visibilità a temi cruciali e favorire lo scambio interdisciplinare.
Barbara Wittmer: In ragione della sua portata e della sua composizione interdisciplinare, la SIA assume una responsabilità particolare. L’associazione ha infatti la possibilità di stimolare il dibattito e affrontare con il giusto anticipo i temi del futuro.
[N.d.R.: L’intervista si è svolta in lingua tedesca.]
Documento di posizione Sviluppo territoriale
Con il documento di posizione Sviluppo territoriale la SIA precisa la propria visione di ambiente di vita sostenibile, fornendo un prezioso quadro di riferimento per la società, la sfera politica, i soci e il settore della costruzione. Il documento rappresenta una base di discussione e un fondamento importante per la presa di decisioni che riguardano uno sviluppo territoriale orientato al futuro.
I singoli principi sanciti nel documento di posizione e la loro applicazione pratica saranno presentati in due articoli che saranno pubblicati ad agosto e settembre.