Vi­deo in­ter­vista Fo­ren­sic LIMINAL

Che cosa significa cartografare una violenza che spesso resta invisibile? In questa intervista video, Forensic Architecture e LIMINAL raccontano come la cartografia, la modellazione e l'analisi spaziale diventino strumenti d'indagine, dal Mediterraneo a Gaza, in un dialogo sull'emergenza come forma che produce lo spazio.

Date de publication
25-06-2026

Forensic Architecture, con sede alla Goldsmiths, University of London, investiga violazioni dei diritti umani e crimini di guerra: nel video ne parla Davide Piscitelli, Advanced Researcher dell'agenzia. LIMINAL, fondato da Lorenzo Pezzani all'Università di Bologna, indaga le dinamiche migratorie e la violenza di confine attraverso l'immaginazione forense, e lo rappresenta il ricercatore Tareq Tamimi. Alla conversazione prende parte Hind Al-Shoubaki, architetta, urbanista e ricercatrice alla FHNW, curatrice del numero.

Entrambi i gruppi condividono un metodo che ribalta gli strumenti dell'architettura: la cartografia, la modellazione e l'analisi spaziale, di solito rivolte a progettare lo spazio, vengono qui usate per documentare come la violenza lo produce e lo trasforma. Le loro ricerche nascono da testimonianze, immagini satellitari e dati aperti, e trovano posto tanto nei tribunali quanto negli spazi espositivi, dove la prova diventa anche racconto. È un lavoro che intreccia pratica professionale, ricerca e impegno civile, e che chiede a chi guarda di non fermarsi alla superficie di ciò che è visibile.

Al centro del dialogo c'è l'idea che l'emergenza possa diventare una modalità attraverso cui lo spazio viene prodotto, amministrato e governato. A partire da progetti come A Cartography of Genocide, la mappatura della condotta militare israeliana a Gaza, e Asymmetric Visions, l'indagine sulla sorveglianza aerea nel Mediterraneo, emergono temi come la geolocalizzazione della violenza, il legame tra le tecnologie di confine e la Palestina e la questione di chi abbia il diritto di narrare, mappare e ricostruire questi spazi.

Quella proposta nel video è una selezione della conversazione originale. Altri passaggi, riflessioni e riferimenti emersi durante l’intervista trovano spazio nell’articolo completo pubblicato nel quarto numero di espazium quaderni.