In­ter­vi­sta a Va­le­ria Gozzi su es­pa­zium qua­derni 01/2026: Ri­pen­sare l'in­geg­ne­ria ci­vile

Per la rubrica di Rete Due La Rivista, Valeria Gozzi, co-curatrice del primo numero di espazium quaderni con Claudio Martani, si racconta approfondendo le tematiche del numero.

Date de publication
02-02-2026

Nella giornata del 23 gennaio 2026, Valeria Gozzi, co-curatrice con Claudio Martani del primo numero di espazium quaderni, intitolato “Ripensare l’ingegneria civile I Rethinking Civil Engineering”, è stata ospitata all’interno del palinsesto radiofonico La Rivista, condotto da Natascha Fioretti.

“Abbiamo cercato di porre l’attenzione sulla fase iniziale del progetto: pondero ergo sum, titolo dell’editoriale in apertura del numero, si colloca infatti in una dimensione concettuale. Tutti questi aspetti dovrebbero essere considerati già in fase preliminare, nel momento in cui si definiscono le premesse del progetto, favorendo una maggiore integrazione e una più stretta sinergia tra gli obiettivi progettuali e l’inclusione di questi criteri. Questo approccio consente al team di lavorare in modo coordinato fin dall’inizio, mentre l’introduzione della scienza dei materiali o delle valutazioni ambientali in fasi successive tende a produrre risultati meno efficaci” racconta Valeria Gozzi durante l'intervista.

Nel primo numero di espazium quaderni si torna a interrogare da vicino la disciplina dell’ingegneria civile, riconosciuta come componente fondante e strutturalmente intrecciata al processo progettuale. Tradizionalmente associata a una dimensione tecnica e operativa, l’ingegneria viene qui osservata da una prospettiva rinnovata, capace di ampliarne il campo di azione e di riflessione. Attraverso contributi eterogenei provenienti dal mondo accademico, dalla pratica progettuale e dalle pubbliche amministrazioni, l’ingegneria civile si apre a un dialogo con temi centrali e urgenti: la sostenibilità ambientale, la progettazione orientata al lungo periodo, le implicazioni sociali ed economiche delle scelte progettuali, fino al ruolo critico dei materiali come mediatori tra risorse, tecnica e costruzione. Ne emerge una lettura della disciplina non più settoriale, ma profondamente integrata, capace di incidere in modo consapevole sulle trasformazioni del costruito e del territorio.

L'intera puntata è disponibile al seguente link