Il nuovo Tri­bu­nale pe­nale fe­de­rale

Inaugurato a Bellinzona il 25 ottobre 2013

«Nello studiare il modo in cui si può conseguire la monumentalità, si dovrà rilevare come quest’ultima è sempre più semplice, al punto che spesso ci si meraviglia dei risultati raggiunti dalla semplicità quasi eccessiva della più monumentale di tutte le arti, quella dei Greci.» (Hendrik Petrus Berlage, 1883)

Date de publication
19-12-2013
Revision
12-10-2015

Semplicità monumentale

La prima scelta che ha determinato il suo felice esito architettonico è stata l’individuazione dello stabile dell’ex Scuola Cantonale di Commercio come sede del Tribunale penale federale. La situazione è stata poi interpretata dagli autori con un progetto dotato di forte urbanità, che ha provocato la modificazione spaziale di una parte importante della città. 

Esisteva già l’asse visuale tra il fronte dello stabile dell’ex Scuola, attraverso via Giovanni Jauch e piazza del Governo, e la cortina di fabbricati che costituiscono il basamento della rocca di Castelgrande. Ma la trasformazione del vecchio stabile in una nuova architettura, che ospita un’importante istituzione federale, ha determinato nella geografia cittadina la formazione di un punto di riferimento, di un caposaldo che ha conferito all’asse visuale una precisa dimensione spaziale.

Il lungo fronte del bellissimo palazzo governativo, realizzato nel 1955 da Ferdinando Bernasconi jr e Augusto Guidini jr, ha assunto un nuovo rilievo caratterizzando il bordo di uno spazio pubblico riconfigurato nel suo ruolo cittadino. È un destino singolare, questo dell’edificio di Bernasconi e Guidini che, poco considerato dalla critica, finalmente rivela ed esercita le sue qualità architettoniche, diventando elemento ordinatore a scala urbana e dando forma, insieme al Convento delle Orsoline e al nuovo Tribunale penale federale, a uno spazio pubblico che struttura questa parte della città mentre perde densità declinando verso viale Franscini.

«La monumentalità di un complesso», scriveva Berlage, «dipende dalla composizione dei suoi elementi, non dal carattere degli elementi stessi». Nel nostro caso, l’indubbia monumentalità della nuova sede del Tribunale dipende anche dalla relazione ortogonale con il palazzo degli uffici del governo, il cui fronte ossessivamente ripetitivo ha sicuramente influenzato la scelta del rigoroso modulo dei fronti del Tribunale. La precisione assoluta ed elegante dei getti di beton bianco conferisce al fabbricato del Tribunale una grande chiarezza, proiezione esterna della grande chiarezza dell’impianto, che ripropone in forme contemporanee la tipologia a corte conventuale, ereditata dalla ex scuola.

Al proposito si può parlare di architettura neoclassica, non certo nel senso di un richiamo imitativo a forme del passato, ma nel senso (che ha attraversato tanti periodi della storia) dell’intelleggibilità delle sue forme, della semplicità intesa come dominio razionale della complessità. Una tensione verso l’ordine neoclassico, che ci sembra nelle corde degli autori, e che deriva dalla precisa analisi della condizione data e del compito progettuale affidato. Una scelta concettuale e linguistica fondata sulla realtà e per questo capace di connettere la cultura contemporanea al corso della storia. 

L’effetto monumentale, così inteso, viene rappresentato all’interno del Tribunale nella sequenza circolare degli spazi e possiede un centro di accumulazione espressiva nell’aula penale, la cui speciale spazialità ribalta concetti architettonici consolidati. L’aula, invasa dalla luce e dotata di arredi chiari ed essenziali, è concepita rifiutando tradizioni architettoniche derivanti da antichi e superati concetti di giustizia oscuramente autoritari, e ripropone in forme alternative un’atmosfera di sospesa sacralità, attraverso artifici spaziali costituiti soprattutto dalla cupola disegnata da raffinati motivi floreali.

Oltre al centro, l’impianto perfettamente simmetrico è dotato di due «fuochi» compositivi, due cortili coperti che illuminano i percorsi serventi i locali di lavoro, due vuoti straordinari, spazi di contemplazione dai molteplici riferimenti all’architettura classica. Il lungo corteo di visitatori che nella giornata di «porte aperte» ha sfilato per questi percorsi, all’ingresso nei due cortili ha reagito spegnendo la chiacchera dei commenti ed ha attraversato gli spazi in rispettoso silenzio.

Bellinzona è una piccola città dotata di architetture eccellenti, che triangolano il suo territorio, tra le montagne e il fiume. In questo scenario il nuovo Tribunale penale federale entra a pieno titolo.

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Riferimenti

– www.minergie.ch – www.eco-bau.ch

Il testo si compone dei contributi di:

– Amstein+Walthert

- Fisicadellacostruzione,acustica,ecologia:MarcusKnapp, Mario Bleisch, Marc Grossmann

- RCVS:AdrianAltenburger,PatrikStierli,MarioImboden

- Illuminotecnica: Daniel Tschudy

- FacilityManagement:RobertSchneider

– Minergie Agenzia Svizzera Italiana: Milton Generelli, Andrea Giovio

– Erisel sa: Simone Bassetti

– cdl Bearth & Deplazes ag, Durisch + Nolli Architetti Sagl$

Committente: Confederazione Svizzera, Repubblica e Cantone Ticino

Comunità di lavoro: Bearth & Deplazes Architekten AG; Coira/Zurigo: Valentin Bearth, Andrea Deplazes, Daniel Ladner. Durisch + Nolli Architetti Sagl; Lugano: Pia Durisch, Aldo Nolli. Capoprogetto Jan Meier

DL e controllo costi: Rolando Spadea e Marco Bondini Sagl; Lugano. M. Bondini, R. Spadea, A. Raponi

Ingegneria civile: Jürg Buchli; Haldenstein. Edy Toscano AG; Rivera. Conzett Bronzini Gartmann AG; Coira: S. Crameri, P. Gartmann

Progettisti imp. elettrico, misurazioni, sicurezza, protezione antincendio: Erisel SA; Bellinzona, S. Bassetti, P. Trussardi

Progettisti RVCS, fisica della costruzione, illuminazione: Amstein + Walthert AG; Zurigo, 
A. Altenburger, M. Knapp, M. Imboden, M. Romanski, D. Tschudy

Acustica della sala: Dr. Dorothea Baumann; Zurigo Lanfranchi Ingénierie Informatique
et Acoustique; Assens

Fotografie: © UFCL

Date: concorso 2008, progetto 2008-2010, realizzazione 2010-2013

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