Più «ener­gia ver­de», sen­za com­pro­met­te­re la bio­di­ver­si­tà

Con la presa in esame dell'atto modificatore unico relativo alla legge sull’energia e l’approvvigionamento elettrico, il Consiglio degli Stati ha espresso a chiare lettere la propria volontà di sviluppare rapidamente le energie rinnovabili per garantire l’approvvigionamento elettrico. La Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA) riconosce l’urgenza della situazione, ma chiede che si proceda con un approccio differenziato: i progetti vertenti sull’elettricità invernale devono essere valutati anche tenendo conto della biodiversità e della protezione del paesaggio. Ma non solo, i progetti vanno portati avanti rapidamente attribuendo un ordine di priorità. In tale contesto, l’esame dell'impatto sull'ambiente permette di conciliare la biodiversità e la produzione di energia, accelerando le procedure a valle.

Data di pubblicazione
17-10-2022

Il Consiglio degli Stati ha dato il via alla presa in esame dell’atto modificatore unico e formulato alcune decisioni fondamentali. La Camera alta vuole garantire il futuro approvvigionamento elettrico della Svizzera puntando su un forte potenziamento delle centrali idroelettriche nonché degli impianti eolici e solari. «Per la SIA questo passo è assolutamente necessario e urgente», afferma il presidente SIA Peter Dransfeld. «La Camera alta ha dato prova di coraggio. Ed è proprio di questo stesso spirito pionieristico che abbiamo bisogno se vogliamo dare forma a un ambiente di vita sostenibile e al contempo coprire il fabbisogno energetico della nostra società». Secondo il parere della SIA non si tratta tuttavia soltanto di evitare una penuria di energia elettrica durante l’inverno, dunque a corto termine, bensì di fare in modo che il sistema energetico poggi su basi solide e clima-neutrali anche sul lungo periodo.

Far poggiare i progetti su basi solide: l’esame dell'impatto sull'ambiente

Ecco perché, benché i tempi stringano, la SIA si schiera a favore di un approccio differenziato nella produzione di energia idroelettrica, solare ed eolica, ciò, da un lato, per accelerare il più possibile lo sviluppo di tali energie rinnovabili e, dall’altro, per garantire che siano ponderati gli interessi tra produzione energetica e protezione ambientale. L’esame dell’impatto ambientale si fa garante di tale ponderazione di interessi e va dunque mantenuto, il che collima anche con la decisione presa dal Consiglio degli Stati. Il coinvolgimento di tutte le organizzazioni di esperti in questa fase iniziale costituisce un elemento di centrale importanza. L'utilizzo e lo sviluppo delle energie rinnovabili sono di interesse nazionale e hanno la stessa priorità della tutela della biodiversità e del paesaggio. Pertanto, dopo aver debitamente ponderato gli interessi in gioco e valutato positivamente l’impatto ambientale, l'iter di autorizzazione dovrebbe proseguire con il minor numero possibile di ostacoli.

Non intervenire nelle aree protette

Per l’installazione di impianti fotovoltaici si prestano in particolare le aree industriali presenti nella regione alpina; tali spazi infatti sono già stati oggetto di provvedimenti edilizi e sono facilmente accessibili. Spetta ora al Consiglio nazionale adottare le adeguate misure correttive. Inoltre, è necessario garantire che gli impianti fotovoltaici siano completamente reversibili. «Non dobbiamo intervenire in aree incontaminate e protette», afferma Urs Rieder, presidente del consiglio di esperti SIA Energia e vicepresidente SIA. «Per rendere il nostro ambiente di vita sostenibile anche per le generazioni future, è necessario delineare in modo chiaro le esigenze e la posta in gioco».

Ridurre i consumi energetici

Al di là del progetto discusso in seno al Consiglio degli Stati, la SIA vede un grande potenziale per l'installazione di pannelli fotovoltaici anche nelle aree residenziali. Oltre che sulle possibilità aggiuntive di produzione energetica, le attenzioni andrebbero poste anche sul risparmio energetico dal punto di vista dei consumi. A questo proposito la SIA sostiene gli ambiziosi obiettivi fissati nell'atto modificatore unico. Grazie a un approccio coordinato tra diversi oggetti parlamentari sarà possibile raggiungere gli obiettivi della Strategia energetica, gestendo al contempo l'attuale crisi di approvvigionamento causata dalla carenza di combustibili fossili. La SIA monitora quindi da vicino le deliberazioni in merito all’atto modificatore unico, nonché l’esame dell'offensiva solare da parte del Consiglio nazionale.

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