Tracciare lo scorrere del tempo: il Serpentine Pavilion 2018 di Frida Escobedo

Connubio tra architettura domestica del Messico e materiali della Gran Bretagna, il padiglione estivo di Frida Escobedo per la Serpentine Gallery si presenta come una corte chiusa, le cui pareti sono allineate alla facciata esterna della galleria e il cui asse interno si allinea alla direzione del meridiano di Greenwich.

Valeria Crescenzi Redattrice espazium.ch

Frida Escobedo è il diciottesimo architetto ad accogliere l'invito a progettare il padiglione estivo della Serpentine Gallery di Londra. L'iniziativa, lanciata nel 2000 con il padiglione di Zaha Hadid, ha visto la partecipazione di grandi nomi dell'architettura internazionale trasformandosi via, via in una vetrina per architetti emergenti.

My design for the Serpentine Pavilion 2018 is a meeting of material and historical inspirations inseparable from the city of London itself and an idea which has been central to our practice from the beginning: the expression of time in architecture through inventive use of everyday materials and simple forms. For the Pavilion, we have added the materials of light and shadow, reflection and refracting, turning the bulding into a timepiece that charts the passage of the day — Frida Escobedo.

L'incarico a Frida Escobedo, architetto classe '79 conosciuta per il suo impegno nella riattivazione delle aree urbane, si è tramutato nella realizzazione di una corte chiusa composta di due volumi rettangolari disposti ad angolo.

La corte, uno degli elementi tipici dell'architettura tradizionale messicana, è stata qui realizzata impiegando materiali di fattura britannica, scelti per le loro tonalità scure e la loro consistenza. La celosia, muro messicano utilizzato per facilitare la ventilazione, è stato realizzato utilizzando un reticolo di tegole di cemento che consentono la vista sul parco circostante in un turbinio di sfumature verdi e blu.

Ad enfatizzare il gioco di luci e ombre all'interno del padiglione vi sono due elementi: la parte inferiore curva del canopo, rivestita di pannelli specchiati, e una piscina triangolare che occupa parte del pavimento tracciando il suo confine proprio sotto al bordo del tetto, lungo l'asse nord del Meridiano.

Mentre il sole si muove attraverso il cielo, riflesso e rifratto da tali elementi, i visitatori riusciranno a percepire con maggiore consapevolezza il tempo trascorso all'interno del padiglione.

Frida Escobedo. Breve biografia

Il lavoro di Frida Escobedo è molto variegato e spazia dall'edilizia abitativa ai centri comunitari, dagli hotel alle gallerie. Nel 2006 ha fondato il proprio studio a Città del Messico e annovera nel suo portfolio già importanti progetti nazionali come la Librería del Fondo Octavio Paz e l'estensione della galleria La Tallera Siqueiros a Cuernavaca. I suoi progetti sono stati presentati alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2012 e nel 2014, alla Triennale di Architettura di Lisbona nel 2013 e, ancora, a San Francisco, Londra e New York. Tra i progetti recenti citiamo la Stanford University Graduate School of Business e il progetto di social housing a Guerrero e Saltillo in Messico. Tiene regolarmente conferenze a livello nazionale e internazionale e ha vinto numerosi premi e riconoscimenti.

Per riscoprire il diciassettesimo padiglione realizzato lo scorso anno vi consigliamo la lettura dell'articolo «Il Serpentine Pavilion secondo Diébédo Francis Kéré».

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