Lopes Brenna architetti, stanze

«La città è come una grande casa e la casa una piccola città». Leon Battista Alberti, De Re Aedificatoria, 1452

Giacomo Ortalli architetto, corrispondente espazium.ch

Giacomo Brenna e Cristiana Lopes

Lopes Brenna Architetti è uno studio fondato da Cristiana Lopes e Giacomo Brenna nel 2009 a Como, in seguito alla collaborazione di entrambi con gli architetti Francisco e Manuel Aires Mateus a Lisbona. Cristiana Lopes (Espinho, Portogallo 1978) si è laureata alla Escola Superior Artística do Porto. Giacomo Brenna (Como, 1979) all’Accademia di architettura di Mendrisio. Lo studio ha vinto il premio Maestri Comacini nella categoria Architetture d’interni (2015) ed è stato selezionato a partecipare all’esposizione Stanze - Altre filosofie dell’abitare alla XXI Triennale di Milano (2016). In parallelo, Lopes e Brenna svolgono attività didattica presso l'Accademia di Mendrisio come assistenti di progettazione, rispettivamente dell’atelier Anne Holtrop e dell’atelier João Nunes / João Gomes.

Gli architetti si segnalano per i numerosi premi ottenuti a concorsi di progettazione internazionali e in particolare in Svizzera e Italia: l’ampliamento e risanamento energetico della scuola di Tenero-Contra (2018), l’edificio per mensa e conferenze Agroscope a Posieux, il Centro sportivo nazionale di nuoto a Tenero (2017), l’estensione del Museo di arte contemporanea di Lima in Perù (2016), la sistemazione di Piazza della Scala a Milano (2015), la nuova sede della Scuola dell’Infanzia di Tenero (2014), il centro multifunzionale Ciosso Soldati a Bioggio (2013) e l’Oratorio parrocchiale di Giubiasco (2012).

Allo stesso tempo, Lopes e Brenna realizzano diversi interventi di conversione e riutilizzo di strutture preesistenti sul tema dell’abitazione privata. Il confronto continuo con scale e programmi diversi fra loro, come progetti per concorsi internazionali e interventi di ristrutturazione caratterizzati da mezzi economici limitati, accomuna sovente il lavoro dei giovani architetti. È spesso difficile rifiutare la mediocrità e le banalizzazioni e conservare una visione concettuale. Lopes e Brenna si mostrano invece abili nel creare progetti integri, nei quali la disposizione delle abitazioni è fondata sulla relazione spaziale fra le diverse unità.

Per un approfondimento dedicato ai giovani architetti under 40 si consiglia la lettura del nostro e-dossier dedicato al tema.

Stanze

I progetti si fondano su una strategia pragmatica che consiste nel lasciare intatta la struttura portante dell’edificio e ridefinirne il sistema interno. L’intervento sull’appartamento VM (Cantù, 2013), risponde alla necessità di aggiungere un locale con l’inserimento di due nuove pareti, tracciate specchiando le pareti del bagno simmetricamente al corridoio e bucate lateralmente per mettere in contatto i locali adiacenti. La nuova stanza, interamente dipinta di nero, intensifica la relazione fra gli spazi vicini, cambiando la percezione spaziale dell’intera abitazione. Nell’appartamento EG (Como, 2013), lo spazio quadrato del soggiorno diventa il centro della casa, da cui si può accedere a ogni locale: alla cucina e alla sala da pranzo tramite un percorso circolare, alle camere secondo una sequenza spaziale lungo la facciata. Le stanze sono interamente dipinte di bianco o di nero, come una musica di sottofondo che tiene ben desto l'intelletto e paralizza il corpo. L’astrazione e la riduzione, più che essere obiettivi in sé, sono strumenti per rendere più chiaro ciò che già esiste.

A São Paio de Oleiros (Portogallo, 2015) Lopes e Brenna trattano l’intero mappale, delimitato dai muri perimetrali, come un grande spazio, diviso da pareti della stessa altezza a formare le sei stanze dell’abitazione: un soggiorno, una cucina, due camere e due bagni. La copertura appoggiata sulle nuove pareti è arretrata per rispettare la distanza richiesta dai confini della parcella e delimita il limite degli spazi isolati termicamente. Ogni stanza è così uno spazio unico, caratterizzato da un’area interna e da una all’aperto. Per la guesthouse a Porto (2017), Lopes e Brenna dividono lo spazio unico esistente con tre nuove pareti, che si fondono con la struttura dell’edificio definendo altrettante stanze: una principale (soggiorno) e due secondarie (cucina e camera). La geometria offre a ogni stanza una possibile relazione con le finestre in facciata. Ogni locale ha una sua autonomia e appartiene a un sistema di distribuzione circolare.

Rooms, il modello concepito per un’esposizione presso la Galleria di Architettura Prinzip a Monaco di Baviera (2017), sembra condensare in un unico oggetto le inquietudini progettuali di Lopes e Brenna. Il plastico di gesso ceramico rappresenta una composizione di trentacinque stanze progettate o realizzate dallo studio in scala 1:20. Ogni stanza è estrapolata da un progetto, da un edificio, da un territorio diverso e più ampio. Ogni stanza ha una identità formale propria e, al tempo stesso, è in relazione con le altre e diventa traccia per le successive. Come l’edificio in una città, la stanza, atomo e cellula, rimanda al tutto di cui fa parte e ne rappresenta la particella elementare. Nel testo che accompagna il modello, gli autori affermano che non esiste architettura maggiore o minore, esistono invece i segni, che diventano strade, città, edifici e stanze in cui abitiamo. Nella condizione contemporanea, con la diminuzione degli investimenti in architettura che riduce in maniera rilevante le possibilità offerte alla pratica dell’architetto, Lopes e Brenna mostrano una strategia promettente, rispondendo a questioni ordinarie con ambizione e realismo.

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