Lo spazio diventa suono

Sebbene sembrino due discipline molto diverse, in realtà architettura e musica hanno molto in comune. L'arch. Silvia Berselli ha fatto luce sul rapporto tra le due arti grazie ad una presentazione illuminante, resa in occasione del ventesimo anniversario della rivista Archi.

Christof Rostert redattore editoriale TEC21 ed espazium.ch

Traduzione dal tedesco all'italiano a cura di Valeria Crescenzi, redattrice espazium.ch

Archi compie venti anni e per festeggiare questo importante traguardo ha organizzato presso l'Auditorio RSI Stelio Molo a Lugano una splendida serata concerto. La nuova direttrice Mercedes Daguerre, insieme al coordinatore editoriale Stefano Milan, hanno accolto amici, lettori, gli editori di espazium e i tanti appassionati di architettura che hanno preso parte alla serata.

L'evento si è aperto con un discorso dell'arch. Silvia Berselli del Dipartimento di architettura e ingegneria civile dell'Università di Bologna sul rapporto tra architettura e musica, un legame celebrato musicalmente dalla soprano Lisa La Pietra e dal pianista Denis Biancucci.

Nonostante all'apparenza architettura e musica appaiano quali due discipline distinte, in realtà hanno molto in comune: una costruzione di base solida, un principio matematico-geometrico che dà ordine e forma a materiali diversi come la pietra e il suono. Mentre la pittura e la scultura sono state per molti secoli limitate alla riproduzione della natura e dell'architettura, i compositori e gli architetti hanno sempre creato geometrie e spazi che non hanno nulla a che fare con il mondo esistente, aprendo così la porta all'astrazione e all'immaginazione.

Proporzioni e geometria

Lo studio delle due arti mette in luce le relazioni compositive tra architettura e musica — basate sui principi di proporzione, euritmia, golden ratio — e si sviluppa su un arco temporale che va da Pitagora a Le Corbusier. Johann Sebastian Bach è un esempio eccellente: la bellezza e la profondità intellettuale delle sue composizioni, in particolare la Fuga, consentono analisi interessanti in forma grafica.

Opera d'arte totale (Gesamtkunstwerk)

L'ampia diffusione dell'opera e del melodramma romantico ha aperto la strada nei secoli XVIII e XIX all'ideale di una fusione del pensiero artistico in un Gesamtkunstwerk, un'opera d'arte totale. Karl Friedrich Schinkel ha affrontato il rapporto tra le due arti e progettato alcune sceneggiature, tra cui "Magic Flute" di Mozart. Gli schizzi di Schinkel rendono più facile comprendere il suo atteggiamento storicista, che caratterizza ogni scena e ogni figura con uno stile architettonico diverso — un processo che ricorda l'introduzione del leitmotiv nella musica. Questo sviluppo è culminato nelle opere di Richard Wagner.

Nuovi linguaggi

Tra il XIX e il XX secolo, vi è stato un profondo rinnovamento dei linguaggi artistici: nella musica, la dissoluzione di tonalità con Debussy, Bartok e Schoenberg; nell'arte la "rivoluzione" impressionista, seguita dalle esperienze delle avanguardie, che portarono alla decostruzione della rappresentazione tradizionale. Mentre il rapporto tra musica e architettura si basava principalmente sulla teoria della proporzionalità fino al XIX secolo, il tema delle avanguardie è colorato da sfumature che sono ancora ampiamente definite. Da Monet a Bartók a Libeskind, le opere si fanno più pure e diventano più frammentarie; la musica dodecafonica e seriale fa riferimento alle affinità tra campo artistico e architettonico.

Musica e spazio

L'arch. Berselli ha concluso con alcuni esempi di opere del XX secolo: architettura e progetti musicali vanno di pari passo e si influenzano a vicenda.

Purtroppo questo breve riassunto della serata non riesce ad esprimere appieno la partecipazione del pubblico dell'Auditorio Stelio Molo, rimasto affascinato dalle osservazioni dell'arch. Berselli. I lunghi applausi sono stati non solo espressione di apprezzamento per la serata, ma hanno anche premiato l'idea stessa della redazione di Archi.

Per approfondimenti sul rapporto tra architettura e musica si consiglia la lettura del numero 2/2018 di Archi dedicato al tema.

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