Il rinnovo di un edificio simbolico

Complesso residenziale Le Lignon, Ginevra

La città satellite di Le Lignon alle porte di Ginevra ha ormai una certa età. Una parte del grande complesso residenziale degli anni ’60 è stata sottoposta a risanamento energetico. La proprietà ha optato per una strategia che combina in modo ottimale investimenti, ecologia e cultura della costruzione.

Leonid Leiva giornalista scientifico

A Ginevra, all’inizio degli Anni ’60, era fortemente sentito il bisogno di appartamenti. Per risolvere il problema, il governo cantonale previde la realizzazione di grandi complessi edilizi e persino di città satellite. Una di queste fu la Cité du Lignon, che venne concepita per l’insediamento di 10 000 persone e realizzata tra il 1963 e il 1971. Oggi l’architettura pionieristica della Cité è considerata un’icona dell’architettura svizzera del dopoguerra. Degna di nota a Le Lignon è la sequenza chilometrica di appartamenti, la più lunga in Svizzera: due palazzi rispettivamente di 26 e 30 piani e un’architettura del paesaggio concepita con cura. La facciata continua filigranata offre ancora oggi uno spettacolo unico.

Dal punto di vista energetico, la struttura di questo edificio disegnata quasi 50 anni fa è ormai accettabile solo con molte riserve. Il rinnovo dell’involucro dell’edificio appariva un intervento indispensabile, anche se Le Lignon è posto sotto la protezione dei beni culturali. Perciò è stato necessario ponderare attentamente gli interventi di miglioramento energetico e la conservazione dei valori culturali. Dal punto di vista dei proprietari, tra i quali c’è anche il gruppo Pensimo, il risanamento doveva avvenire in modo economicamente sostenibile.

Uno studio di ricerca come base

Un gruppo di lavoro, composto dall’unione dei proprietari CCL e dalle autorità cantonali per la conservazione dei beni culturali e per l’energia, ha incaricato il Laboratoire des Techniques et de la Sauvegarde de l’Architecture moderne (TSAM) della Scuola politecnica federale di Losanna (EPFL) di elaborare le basi per una strategia di rinnovo. Il team dello TSAM ha proposto quattro opzioni con diverse profondità di intervento. La prima, la sostituzione della facciata, è stata bocciata perché avrebbe comportato costi troppo elevati. Le altre tre varianti sono state costruite in scala 1 : 1 e sono state analizzate in opera. Dopo una fase di test durata due anni, la scelta è caduta su una variante di compromesso in grado di soddisfare equamente le svariate esigenze. Il modello della ristrutturazione prevedeva la sostituzione dell’isolamento esterno già esistente con uno strato isolante interno in materiale sintetico. Allo stesso tempo sono state sostituite le guarnizioni delle finestre e alcuni elementi danneggiati della facciata. Il resto dei lavori si è limitato al rinnovo della barriera vapore e alla pulizia della facciata, che è posta sotto tutela.

Efficace dal punto di vista termotecnico è stato lo strato aggiunto alle finestre: dietro i vetri esterni semplici, a una sola lastra, è stata inserita una vetratura doppia e, tra i due tipi di vetri, sono state inserite schermature a lamelle orientabili. In questo modo il fabbisogno energetico per il riscaldamento si riduce di circa il 40 %. Certo, il valore fissato per legge per le nuove costruzioni viene superato di due volte e mezza. Il bilancio energetico complessivo risulta comunque positivo, essendo stato possibile risparmiare molta energia grigia rinunciando a una nuova facciata.

Il 30% in meno di energia

Per il gruppo Pensimo, lo studio di architettura Jaccaud Spicher Architectes Associés ha puntato a evolvere il modello concepito dal laboratorio di ricerca. Negli ultimi due anni sono stati così rinnovati in modo non invasivo 16 ingressi e un’unità residenziale con 452 appartamenti. «Si trattava di trovare una soluzione che offrisse un equilibrio ottimale tra i costi di ristrutturazione, l’efficienza energetica e i requisiti posti dalla protezione dei beni culturali», conferma Egon Heinzmann del gruppo Pensimo. Il progetto esecutivo ha incluso, oltre al risanamento energetico, il rinnovo dei portici, il potenziamento delle proprietà antincendio delle vie di accesso e il rinnovo delle infrastrutture per gli impianti tecnici. I costi per il risanamento delle facciate e dei portici ammontano a circa 40 000 franchi per appartamento, pari a 500 franchi per m2 di superficie utile.

Grazie alla migliore coibentazione è stato possibile ridurre di circa il 30 % il fabbisogno energetico per riscaldamento e acqua calda. Il gruppo Pensimo si ripromette un’ulteriore ottimizzazione, dal 10 al 15 % di energia in meno, con il nuovo sistema di regolazione del riscaldamento, che si basa sui dati forniti delle previsioni meteo. Il percorso intrapreso dal gruppo Pensimo ha motivato anche gli altri comproprietari; ora anche loro hanno previsto di rinnovare le loro quote del complesso edilizio nei prossimi anni.

 

Partecipanti al progetto

Committenza: Gruppo Pensimo Zurigo
Architettura: Jaccaud Spicher Architectes Associés, Ginevra

Edificio

Tipologia: complesso residenziale (ca. 2800 appartamenti; Pensimo: 452 unità abitative), anno di costruzione 1963–1971
Ristrutturazione: involucro dell’edificio, tecnica dell’edificio
Indice energetico: 73 kWh/m2;
prima: 162 kWh/m2
Costo totale dei lavori: 18.1 Mio CHF (risanamento facciata e portici)
Periodo: progettazione 2010–2017;
realizzazione: 2017–2018 (18 mesi)

L'articolo è stato pubblicato nell'edizione speciale «Immobili e Energia», una pubblicazione promossa dal programma nazionale SvizzeraEnergia.

Ulteriori articoli con immagini e materiali aggiuntivi sono stati raccolti in un e-dossier.

Articoli affini

ARCHIVIO: Le edizioni dal 2013

Abbonarsi Archivio