Forme: Umberto Riva, architetto designer

Umberto Riva, classe 1928, è uno dei maestri italiani dell’architettura e del design, recentemente premiato con la Medaglia d’Oro alla Carriera della Triennale di Milano per sessant’anni di progetti che spaziano dall’architettura al disegno industriale, dalla grafica editoriale agli interni, dall’urbanistica alla pittura, dal restauro all’allestimento museale.

La mostra, curata dal redattore di Archi Gabriele Neri, si concentra sull’attività di Umberto Riva nel campo del design, sviluppata come ricerca complementare a quella architettonica e pittorica in maniera quasi involontaria, a partire dagli anni Sessanta. I pezzi selezionati – lampade, arredi e progetti grafici di varia specie – sono parte di un processo continuo di sperimentazione materica e formale, mossa da un’inquietudine che sfocia in anomalie geometriche, cromatiche, spaziali. Sostiene Riva: «Il mio non è il lavoro di un intellettuale, ma quello dell’artigiano che si approssima alla forma».

Con rari prototipi fuori produzione, pezzi unici, quadri, disegni e schizzi inediti provenienti dall’archivio privato dell’architetto, l’esposizione si divide in tre sezioni dedicate ad altrettanti ambiti progettuali distinti ma intrecciati: la prima presenta Riva come “maestro della luce”, con una selezione di “vetri illuminati” – così Riva chiama le sue lampade – che formano un’installazione; la seconda si concentra sull’arredo, punto di contatto tra architettura e design, attraverso pezzi storici e opere inedite, come la nuova poltrona presentata in mostra, edizione della Galleria Giustini/Stagetti di Roma; la terza sezione riflette la complessità della sua ricerca grafica: quadri, progetti editoriali, manifesti ed elaborati architettonici attestano la circolarità dell’opera di Riva, che spesso ripete: «Ho sempre la sensazione di affrontare lo stesso progetto».
L’allestimento progettato da Umberto Riva con Emilio Scarano e il video inedito Umberto Riva di Francesca Molteni e Claudia Adragna prodotto da Muse Factory of Projects completano l’esposizione negli spazi della Fondazione Sozzani.

L’eccezionalità del design di Umberto Riva emerge negli anni attraverso mostre, pubblicazioni e perfino nel mondo del cinema. La lampada E63, da lui disegnata nel 1963 ispirandosi a una scultura di Brâncuși, compare infatti nella futuristica scenografia di Blade Runner 2049 – sequel della famosa pellicola di Ridley Scott – creando un inaspettato cortocircuito spazio-temporale.

Guardando in filigrana l’opera di Umberto Riva, si intravede la dinamicità dell’espressionismo – preferita alla quiete del mondo classico e visibile negli angoli mai retti e nelle ricorrenti triangolazioni; l’affinità cromatica con Léger, Nicolas de Stael e Poliakoff, ma anche Pierre Bonnard, e la lezione di Le Corbusier, Carlo Scarpa, Frank Lloyd Wright, tra i molti.

Scrive Gabriele Neri: «Nell’opera di Umberto Riva la forma ha un significato prioritario, che va al di là dell’uso; per questo egli considera le sue creazioni nel campo del design non come semplici oggetti d’arredo, ma come figure in continuo dialogo tra loro. L’inseguimento della forma parte dal foglio di carta o dalla tela, per affrontare poi la tridimensionalità del mondo reale e le potenzialità di materiali antichi e moderni: dalla plastica al vetro di Murano, dal metallo al marmo, dal legno al cemento. La forma è un punto di arrivo, non di partenza; è la tappa provvisoria di un’esplorazione sofferta e incessante».

 

L'inaugurazione si terrà il 6 aprile 2019 a partire dalle 15. Maggiori informazioni qui.

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