Carl Weidemeyer 1882-1976 – Tra modernismo e Bauhaus

In omaggio ai 100 anni dalla nascita del Bauhaus, il Museo Castello San Materno dedica una mostra a uno dei suoi rappresentanti, l’architetto tedesco Carl Weidemeyer, che ha lasciato al Borgo di Ascona il Teatro San Materno, unico esempio rimasto di teatro Bauhaus in Svizzera.

Nel difficile passaggio tra Otto e Novecento, Weidemeyer sa incarnare lo spirito innovativo della sua epoca, rimarcando la continuità tra le forme organiche dell’Art Nouveau e quelle geometrice, astratte e razionaliste della modernità. Se infatti Weidemeyer, in Ticino, ha saputo imporsi tra i promotori dell’architettura razionalista, tuttavia le strutture da lui progettate sono ancora volutamente debitrici degli stilemi dell’Art Nouveau, con quella linea fitomorfa e curvilinea tanto capace di integrarsi armonicamente nella natura che è tipica delle sue numerose costruzioni asconesi.

Weidemeyer fu dal 1905 membro della colonia artistica di Worpswede, dove si riunivano all'insegna dello spirito della Lebensreform, tra gli altri, Paula Modersohn-Becker, Otto Modersohn e Rainer Maria Rilke. In seguito lavorò a Brema e Willingen e nel 1927 si trasferì ad Ascona, dove giunse per realizzare il Teatro San Materno, destinato a ospitare le esibizioni della danzatrice Charlotte Bara. Ad Ascona, dove rimase fino alla morte nel 1976, Weidemeyer realizzò alcune ville, quali Casa Haas (1928), Casa Fontanelle (1928), Casa Fritsch/Tutsch (1928), Casa Rocca Vispa (1930), Casa Andrea Cristoforo (1931) e la preziosa Villa Chiara (1935) per la famiglia Oppenheimer, tuttora conservata integralmente. Ma non si limitò all’architettura: dipinse, si esibì come mimo e realizzò giocattoli in legno.

Dal 1995 il Comune di Ascona detiene un nutrito fondo di documenti e di opere di Weidemeyer che ne testimonia la natura versatile.

La mostra sarà inaugurata mercoledì 13 marzo alle 18:30 al Teatro San Materno, con la presentazione dell'ultimo volume pubblicato dalla collana "Artisti del Museo": Carl Weidemeyer 1882-1976, della studiosa Veronica Provenzale; seguirà un rinfresco. In quell'occasione la mostra potrà essere visitata a partire dalle 17.30.

 

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