Apertura della 16ma Biennale Architettura di Venezia

Una selezione di scatti dai Padiglioni nazionali

Espazium ed Archi in visita alla Biennale Architettura di Venezia: foto dei Padiglioni nazionali.

Valeria Crescenzi Redattrice espazium.ch

Il 26 maggio si è ufficialmente aperta la 16ma edizione della Biennale Architettura di Venezia. Per l'edizione 2018 le curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara hanno scelto il tema «Freespace», con l'idea di celebrare la capacità dell'architettura di collocare al centro della propria azione lo spazio, assicurandone la giusta qualità.

In fondo all'articolo il manifesto della 16ma Biennale Architettura di Venezia.

Per la giornata di apertura ci siamo recati a Venezia e abbiamo raccolto interviste, video, foto e testimonianze che piano, piano trasformeremo in articoli al fine di arricchire il nostro speciale e-Dossier. Per documentare la nostra visita abbiamo raccolto nella gallery che segue una selezione di fotografie scattate ai Padiglioni nazionali; per questa edizione sono 63 i Paesi partecipanti, di cui sei presenti per la prima volta.

L'e-Dossier “Biennale Architettura 2018 di Venezia” è già online: verrà costantemente aggiornato sino alla chiusura della Biennale prevista per il 25 novembre 2018. Vi invitiamo a sfogliarne le pagine virtuali e a tornare a consultarlo nelle settimane future. Buona lettura.

FREESPACE - Manifesto di Yvonne Farrell e Shelley McNamara

FREESPACE rappresenta la generosità di spirito e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio.

FREESPACE si focalizza sulla capacità dell’architettura di offrire in dono spazi liberi e supplementari a coloro che ne fanno uso, nonché sulla sua capacità di rivolgersi ai desideri inespressi dell’estraneo.

FREESPACE celebra l’abilità dell’architettura di trovare una nuova e inattesa generosità in ogni progetto, anche nelle condizioni più private, difensive, esclusive o commercialmente limitate.

FREESPACE dà l’opportunità di enfatizzare i doni gratuiti della natura come quello della luce – la luce del sole, quella lunare, l’aria, la forza di gravità, i materiali – le risorse naturali e artificiali.

FREESPACE invita a riesaminare il nostro modo di pensare, stimolando nuovi modi di vedere il mondo e di inventare soluzioni in cui l’architettura provvede al benessere e alla dignità di ogni abitante di questo fragile pianeta.

FREESPACE può essere uno spazio di opportunità, uno spazio democratico, non programmato e libero per utilizzi non ancora definiti. Tra le persone e gli edifici avviene uno scambio, anche se non intenzionale o non progettato, pertanto anche molto tempo dopo l’uscita di scena dell’architetto gli edifici stessi trovano nuove modalità di condivisione, coinvolgendo le persone nel corso del tempo. L’architettura ha una vita attiva e al contempo passiva.

FREESPACE abbraccia la libertà di immaginare lo spazio libero di tempo e memoria, collegando passato, presente e futuro, costruendo sulle stratificazioni della nostra eredità culturale, legando l’arcaico e il contemporaneo.

 

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